GRAZIE PASSION PROJECT.

Buongiorno a tutti!
Vi ricordate il Passion Project di Novoceram? Tanti blog, tra cui anche il nostro, hanno partecipato in veste di passion agents, per raccogliere i fondi per sostenere uno dei quattro progetti di beneficenza.
Iniziato a fine luglio, il passion project si è concluso con l’esposizione del suo stand in perfetto stile James Bond degli anni `70, alla fiera di Bologna…chi gioca con passione, gioca da vincente. E cosi ha fatto Novoceram, che ha vinto il prestigioso Cersaie Award 2011 come miglior progetto!
Congratulazioni a Francesco, Léonard, Stéphanie e a tutto il team! E grazie per il vostro lavoro, per averci coinvolto tutti per una buona causa e soprattutto per averci ricordato che nel fondo di ciascuno di noi c’è un pizzico di ardore che non aspetta altro che essere infiammato! Passion accomplished!

Per maggiori info su novoceram e il loro passion project, andate su:
https://www.facebook.com/novoceram
http://www.novoceram.fr/

Bonjour à tous!
Vous vous souvenez du Projet Passion de Novoceram? De nombreux blogs, y compris le nôtre, y ont participé en tant qu’agents passion pour soutenir un des quattres projets de bienfaisance.
Le projet s’est terminé après presque trois mois de vie, avec l’exposition d’un stand style James Bond des années ‘70 à Bologne… qui joue avec passion, joue pour gagner. Et ainsi a fait Novoceram, qui avec le Projet Passion a remporté le prestigieux prix de Cersaie 2011 comme meilleur projet de son domaine!
Bravo Francesco, Léonard et Stéphanie pour votre merveilleux travail, pour nous avoir tous impliqué dans cette bonne cause et surtout merci, pour nous avoir permis de garder à l’esprit qu’au fond de chacun de nous il y a de l’ardeur qui n’attendent que d’être enflammé! Passion accomplie!

Pour plus d’info sur Novoceram et leur projet passion, allez sur:
https://www.facebook.com/novoceram
http://www.novoceram.fr/

MAMMA HO PERSO IL CANE.

“ … ed è corsa via più veloce della luce! Potete immaginare la mia disperazione…ho cominciato a urlare, a piangere, mi sentii male, mi sembrava di aver perso un figlio…ho mobilitato mezzo vicinato!!! Eravamo almeno in sette a cercarla, a piedi in macchina e in scooter…”
Il cane di cui sopra è stato ritrovato dopo un’oretta che se la godeva tranquillamente sotto le coccole di alcune persone. La padrona è stata molto fortunata, ma tanti purtroppo non lo sono.
Ecco, ci sono tanti modi per morire, ma smarrire il proprio cane/ gatto secondo me è uno dei peggiori. Alcuni siti come dogsitter.it, propongono una specie di manuale di comportamento per il worst case scenario abbastanza utile; ma una notizia fantastica potrebbe portare nuove speranze a chi le ha perse del tutto: arrivano gli “ AcchiappAnimali”, fondata da due bergamaschi, Luca Spinelli e Andrea Granelli, entrambi addestratori di cani, che hanno importato a Bergamo una particolare tecnica che consente di trovare l’animale smarrito nel giro di poco tempo, grazie all’impiego di un vero e proprio cane investigatore. La tecnica è denominata Pet Detective e arriva dagli Usa (ovviamente). Da quando hanno iniziato a specializzarsi nella ricerca, hanno ricevuto oltre un centinaio di richieste provenienti da tutta Italia.
Il nostro piccolo detective in questione, un setter inglese di nome Napoleone (sei anni, testardo, amante del divano e del relax dopo una dura giornata di lavoro!) è l’unico cane nel suo genere, capace con il suo fiuto e con un particolare addestramento, di ritrovare cani e gatti che si sono persi o sono fuggiti da casa; ma ad aiutarlo nel suo utilissimo lavoro ora troviamo anche tre nuovi membri in formazione, che fanno parte del corpo d’addestramento e presto affiancheranno Napoleone nella sua missione: Nikita (American Staffordshire Terrier, 10 anni, con uno spiccato autocontrollo), Grace (Bloodhound, 12 mesi, si annoia facilmente, adora coccole e contatto fisico) e Gastone (Bloodhound, 14 mesi, adora giocare con gli altri cani sempre e ovunque).
Uno si chiede, ma come fanno “Gli AcchiappAnimali” esattamente a trovare animali smarriti? Diciamo che sono organizzati molto bene e seguono una procedura alla Central Intelligence Agency; hanno tre business unit e ognuna segue delle precise istruzioni. La prima, il centro operativo, stende per primo un profilo comportamentale dell’animale smarrito e poi si occupa tra l’altro dell’analisi satellitare del territorio, delle previsioni di movimento e distanza dell’animale e di avvertire canili e veterinari della scomparsa. La seconda unit, il nucleo operativo, è composta dalla squadra di ricerca e si occupa della ricerca sul posto, dell’affissione di poster e della ricerca di testimoni. La terza unit si occupa dell’individuazione/ recupero dell’animale e porta a termine la missione utilizzando equipaggiamento di rilevazione (fotocamere IR, ecc.), tecniche di riavvicinamento e i “cani calamita”.
Quindi, se hai smarrito il tuo animale, non perdere tempo, chiama prima possibile il Centro Operativo AcchiappAnimali al numero 331 50.38.100.
Il costo della ricerca oscilla sui 330 euro, ad esclusione delle spese di viaggio.
Per maggiori informazioni andate sul loro sito www.acchiappanimali.com.

MY DOG IS MY TEACHER.

Per tutti coloro che non possono vivere senza almeno un bacetto al giorno di naso freddo e morbido, che riconoscono un cambiamento d’umore da una coda inclinata due gradi in più, che si commuovono a ricevere in regalo un vecchio frisbee dissepolto nei giardinetti, che sono sinceramente, profondamente, felicemente convinti che il proprio cane sia il migliore del mondo.

Fonte: TUTTO QUELLO CHE SO L’HO IMPARATO DAL MIO CANE, perché è il cane migliore del mondo! By Suzy Becker, Rizzoli.

Thanks to: Patty, carissima amica e fonte di ispirazioni!

UN CANE IN CODA.

IL DIARIO DI VIOLA.

Io sono un cane fissato, ma fissato, fissato. Ho delle fisse che voi umani non immaginate neanche. Vi avevo già detto che non amo la pioggia. Non posso uscire quando piove. Non è minimamente immaginabile che mi bagni i capelli, le zampe, il mio amato corpicino con dell’acqua che cade insulsamente dal cielo. E allora non esco. Ho provato in tutti i modi a nascondermi, ma non riesco a capire come… mi trovano. La mamma e il papà mi mettono il giubbotto e la pettorina speranzosi che possa uscire, ma… niente! Arrivati vicino alla porta di casa, MI IMPUNTO. Punto tutti i miei 27 chili di bulldog. Ho imparato dalle mie sorelle gatte come fare. Inarco i piedini e mi ancoro con le unghie al pavimento. Riesco anche a togliermi la pettorina. Ormai sono una perfezionista delle fughe. E ci riesco, sapete? Alla fine, la mamma e il papà ci rinunciano e io mi rituffo sul mio amato divano, incurante di tutto e di tutti. ;)
… E poi non mangio da sola. Voglio essere imboccata. E se non lo fanno, abbaio, rincorro le gattine fingendo di volermele mangiare, piango, mi sbatto a terra fino a quando la mamma s’impietosisce e mi dà la pappa. Un mito di cane!
… E devo dormire nello stesso punto del divano. Se qualcuno occupa il mio posto, mi ci siedo sopra e, volente o nolente, mi ritrovo sdraiata, da sola. In breve tempo, il divano è libero.
Eh… ho un elenco infinito di fisse, ma quel che è bello, è che tutti mi vogliono bene per come sono. Con i miei pregi e miei difetti. Perchè, anche se i miei genitori provano a farmi cambiare idea, sanno che sono testarda e che non riusciranno mai a farmi fare quello che vogliono loro. Io sono un cane pensante e non posso scendere a compromessi. L’ho promesso al mio IO.
Alla prossima amici. Vi voglio bene. Viola the Princess of the Universe :)

L’AVVICINAMENTO.

Bentornati alla nostra trilogia “E l’uomo incontrò il cane” di Konrad Lorenz. Nella prima parte (La Creazione), Lorenz ci aveva spiegato come l’uomo, lanciando un boccone agli sciacalli, poteva aver compiuto il primo passo verso l’addomesticamento di quello che oggi è il nostro miglior amico. Oggi questo rapporto subirà una rivoluzione a dir poco emozionante: uomo e sciacallo entreranno in simbiosi, iniziando a comunicare. Ecco come le cose potrebbero essere andate, secondo Lorenz…

“Anni e anni sono passati, molte generazioni si sono avvicendate. Gli sciacalli si sono fatti docili e non hanno più paura. In grandi branchi circondano i luoghi, dove vivono gli uomini che ora uccidono persino cervi e cavalli selvatici. Anche gli sciacalli, del resto hanno mutato vita: mentre un tempo si aggiravano intorno agli accampamenti degli uomini solo di notte, e di giorno riposavano nascosti nel folto delle foreste, ora i più forti e intelligenti sono diventati animali diurni e seguono l’uomo cacciatore nelle sue scorribande alla ricerca di prede.
E così può essere un giorno accaduto che l’orda abbia rilevato le tracce di una cavalla selvatica gravida, cui una freccia ha impedito di fuggire. I cacciatori sono molto eccitati, da tempo il cibo si è fatto scarso. Per questo anche gli sciacalli li seguono, più affamati che mai, giacché il più delle volte non rimane loro nulla del pasto degli uomini.
La giumenta, indebolita dal peso della maternità e dalla perdita di sangue, per sfuggire al cacciatore fa uso di un espediente antichissimo, innato alla sua specie: fa una ‘inversione’, vale a dire torna sui suoi passi per parecchi chilometri e poi, in una zona boscosa, abbandona la pista piegando decisamente a destra. Spesso questo trucco del tutto istintivo ha sottratto un animale al cacciatore. E anche ora, infatti, gli uomini si arrestano perplessi là dove sul duro terreno della steppa le orme sembrano finire all’improvviso.
La vecchia bestia dal muso grigio, la più intelligente del branco, avverte ciò che agli uomini è sfuggito, cioè che la traccia si biforca. Così in quel punto il branco svolta di sua iniziativa seguendo l’odore del sangue. Nel frattempo i cacciatori hanno capito che la preda è tornata indietro e hanno fatto anch’essi dietrofront; giunti alla biforcazione, sentono l’urlo degli sciacalli venire di lato e trovano presto le tracce che il branco ha lasciato nell’erba alta della steppa. E così, per la prima volta, si stabilisce l’ordine in cui l’uomo e il cane seguono la selvaggina: prima il cane, poi il cacciatore. Più rapidi dell’uomo gli sciacalli riescono a raggiungere la giumenta, a puntarla. Lo stanco cavallo selvatico, che conosce lo sciacallo dorato solo come un piccolo e vigliacco brontolone, si mette infuriato sulla difensiva e cerca di colpire con lo zoccolo anteriore quel nemico petulante che ha osato avvicinarsi troppo. Soffiando e ansimando, gira in tondo e scalcia, ma non pensa a riprendere la fuga. Gli uomini odono il baccano degli sciacalli, lo sentono venire sempre dallo stesso punto, e ora il capo dà il segnale, i cacciatori si dividono silenziosamente, gli uni da una parte, gli altri dall’altra, e accerchiano la preda. Per un momento pare quasi che gli sciacalli stiano per disperdersi, ma poiché nessuno li guarda, tornano a calmarsi. Ora la bestia che è a capo del branco ha perso ogni paura, abbaia furiosa verso la cavalla selvatica, e quando questa finalmente cade, colpita da una freccia, le affonda i denti avidi nella gola. Soltanto quando il capo dell’orda si china sull’animale ucciso, lo sciacallo si ritrae di qualche passo. Il capo dell’orda, forse un lontano discendente di quello che per primo lasciò agli sciacalli un pezzo della sua preda, squarcia il ventre ancora palpitante del grosso animale, ne strappa un pezzo di viscere, lo taglia e senza guardare lo sciacallo, con un comportamento di estrema intuitiva delicatezza, lo getta non direttamente alla bestia, ma un poco a lato di questa. La grigia sciacalla scappa un po’ impaurita, ma dato che l’uomo non fa alcun gesto minaccioso, al contrario, emette un suono amichevole che gli sciacalli già spesso hanno udito ai margini dei bivacchi, si getta impetuosamente sul boccone. E mentre svelta, già masticando, fa per ritrarsi con la preda fra i denti e lo sguardo ancora timoroso rivolto verso l’uomo, la sua coda comincia a muoversi in piccoli, rapidi colpi da destra a sinistra. Per la prima volta uno sciacallo ha scodinzolato davanti all’uomo; così si compiva un ulteriore passo verso la nascita del cane domestico. “

Konrad Lorenz

TOBIA E LA PIETRA SOPRA.

Ormai ci avevo messo una pietra sopra. Da quando il compagno della mia infanzia (un piccolo cocker “trovatello”) era passato a miglior vita, mi ero ripromesso di chiudere l’argomento cani: mi sembrava irrispettoso ricercare quel fantastico rapporto bambino/cane in un altro animale… la monogamia, pensavo, è un principio inderogabile!
Pietra sopra dunque. Un giorno però mi arriva una telefonata. “Ciao. Ho bisogno di un piccolo favore”. E’ Marco, mio cugino. Dieci anni più di me, una moglie, due figli, due cani e un gatto. “Dimmi pure Marco, se posso volentieri!”. Non avrei immaginato che quella frase da lì a poco mi avrebbe cambiato la vita.
Riassumo: Fea, piccola jack russell, aveva il suo primo calore; ergo Billo, maltese suo coinquilino, doveva provvisoriamente traslocare per evitare “incidenti” in una famiglia già abbastanza numerosa.
Ecco il favore da fare al cugino.
Nel giro di qualche ora mi arriva in casa questo piccolo batuffolo bianco. Prima di allora non l’avevo mai considerato. Troppo piccolo. Troppo pauroso. Troppo “peluche”. Ah, come era diverso il mio cocker.. sicuri che questo sia un cane??
Quanto mi sbagliavo. In un mese mi ha conquistato con la sua dolcezza e il suo affetto. Quando lo restituii (con sommo dispiacere) al padrone, capii che era giunto il momento.
Mi aveva sempre affascinato il setter irlandese. Elegante, fiero, slanciato. Inoltre ricordava il mio amato cocker senza esserne una copia.
Google -> allevamento setter irlandese ->… Toh, è rimasto l’ultimo cucciolo in un allevamento a pochi km da casa.
“Non è immorale” mi chiedevo “spendere per un cane quando ce ne sono molti in cerca di affetto nei canili??” La risposta è si. Però… questo cucciolo era già cresciutello… 4 mesi. Qualcun altro l’avrebbe preso già così grande? Che fine avrebbe fatto?? Mi sembrava un acquisto “intelligente”.
All’inizio non fu facile. Portare a Milano un cane di quattro mesi che ha sempre vissuto in campagna ha alcune controindicazioni: non conosce l’asfalto, i rumori, le auto, le persone … aveva paura di tutto!!!
Un po’ di pazienza unita a qualche ora d’addestramento (grazie Laura..)… ed eccoci qua. Io e Tobia.
Siamo molto simili sapete? Timidi, pigri, golosi e gelosi… forse anche un po’ snob. Amiamo la montagna in tutte le stagioni, mal sopportiamo il mare e, soprattutto, il caldo. Se qualcuno ci va a genio facciamo amicizia, altrimenti stiamo benissimo anche da soli.
E, cosa più importante, impariamo dai nostri errori. Mai mettere una pietra sopra le proprie passioni.

SETTER IRLANDESE.

- Nazionalità: il Setter Irlandese, discendente del Bracco Spagnolo, nasce in Gran Bretagna prima del Setter Inglese. Originariamente i Setter venivano impiegati nella caccia; il loro nome infatti deriva dalla parola inglese “set”, che significa punta, perché una volta individuata la preda, i Setter restano immobili come il Pointer, si mettono a terra e poi scattano.
- Descrizione razza e carattere: è un cane di taglia media. Il peso maschile si aggira sui 18-25 kg e quello femminile sui 15-22 kg. Questa razza ha un carattere non solo affascinante, ma addirittura speciale. È volenteroso, intelligente, energico, leale ma sopratutto dolce ed affettuoso, specialmente con i bambini. È vivace, a volte addirittura irruente e irrequieto se non gli viene concessa l’occasione di sprigionare la sua vivacità. I setter sono cani da caccia per loro stesso istinto, in virtù del fiuto, del fisico forte e dell’energia, tutte doti che devono essere sviluppate ed incanalate attraverso specifici addestramenti volti a rendere gli eleganti animali in compagni disciplinati e fedeli. Se l’essere umano ed il setter trovano il loro equilibrio possono facilmente tessere un rapporto di complicità che perdura per l’intera vita, all’insegna della collaborazione nelle battute di caccia e dell’affetto tra le pareti domestiche. Viste le sue caratteristiche, ha bisogno di ampi spazi per sfogare la sua vivacità, la sua energia e tutto il suo buon umore, ma può vivere benissimo anche in casa o in appartamento, se ben abituato. È un cane pieno d’energie e tenero ma potrebbe non sopportare chi non conosce; si addestra facilmente ed è adatto ad ogni genere di caccia, compresa la caccia in acqua.
- Il suo padrone ideale: una persona dinamica con tanto tempo a disposizione poiché la razza esige movimento quotidiano e una sana corsa almeno 2 o 3 volte a settimana. È un cane che ha bisogno delle giuste attenzioni, ma il suo padrone non deve essere troppo appiccicoso e soprattutto non permaloso; il Setter non ama essere coccolato in continuazione e lo fa capire chiaramente quindi non bisogna rimanerci male nel vederlo visibilmente seccato!
- Movimento, alimentazione e toelettatura: questa razza ama la libertà e per questo richiede molto movimento ogni giorno. Tende ad ingrassare facilmente, soprattutto se vive in casa, quindi è richiesta un’alimentazione semplice che sia facilmente assimilabile dal cane. Hanno bisogno di una spazzolata due volte a settimana per mantenere il mantello in buone condizioni ed è buona abitudine controllare che le orecchie siano asciutte e pulite per ridurre le possibilità d’infezione. Tagliare il pelo intorno al suo fondo è un’altro consiglio utile per motivi d’igiene.
- Note: è un cane longevo che può vivere anche fino a 18-20 anni. È adatto per chi soffre di allergie.

Fonte: cani.com

MEET ME AT THE DOG BAR.

UNA CIOTOLA, DELL’ACQUA ED UN CARTELLO: DOG BAR. CAMBIANO LE FORME E LE DIMENSIONI, MA NON IL GESTO AFFETTUOSO NEI CONFRONTI DEI NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE! OGGI “ANDIAMO” IN FRANCIA…

QUALCUNO DISSE…

L’affetto per un cane dona all’uomo grande forza.
(Seneca)