OH CATS!

Buon giorno a tutti! Mi chiamo Ari, sono un gatto nero nero ma molto fortunato. Sono un tipo tranquillo: ho sempre amato il calore della mia casa, farmi lunghe sessioni di sonno (intervallate da rapide e fugaci visite ai vicini per farmi le unghie sul loro zerbino) e, per il resto, letto-crocchette, crocchette-letto e tante, tante coccole… dite poco!
Eppure qualcosa (ma sarebbe meglio dire Qualcuno) ha “spezzato”, mio malgrado, questo sano equilibrio. Era dicembre di quattro anni fa… ho sempre sentito parlare di un certo Babbo Natale che porta i regali agli umani ma forse quell’anno, pensando di farmi contento, decise di fare uno strappo alla regola accontentando (secondo lui) anche me. Fu così che, in una fredda notte d’inverno, fece il suo ingresso da quella porta “Bianca” che, ahimè, era pure molto bella! Dico ahimè dal momento che non ho più l’età per certe cose ma soprattutto perchè, da quando ha messo zampa nella mia dimora, ho subito capito che le cose non sarebbero più state come prima!
I miei genitori ad un certo punto hanno avuto la grande idea di chiamarla “Bianchina” e da quel momento pure io, dall’alto dei miei 10 anni, son tornato ad essere “Arino”: ah, il mio orgoglio felino! Il mio ordine disfatto, i miei spazi violati…pure la ciotolina con i croccantini ho dovuto condividere con lei! Del resto, siamo “Yin e Yang”: lei Bianca io nero; lei un uragano, io che dormivo ventitré ore al giorno (e ora è tanto se riesco a farmi ventitre minuti tirati di sonno!).
Anche a letto non si dorme più: arriva a qualsiasi ora del giorno e della notte e tutte le attenzioni devono essere per lei. Povero il mio papi! Ogni sera, non appena spegne la luce, la deve pure sopportare sulla pancia e sul suo collo: non so proprio come faccia!
Alla fine però, dopo quattro anni di convivenza, abbiamo stabilito una qualche forma d’equilibrio (una sorta di odio-amore) e certo, pensare oggi a casina senza di lei, non sarebbe più possibile. In questi anni credo di averle insegnato, tra uno sguardo in gattesco e una zampata, quando è troppo: ad essere un pò meno Piccolapeste restando sempre Bella e Birichina, un pò quello che sono anch’io.
In fondo è vero (ma non ditelo a lei): mi ha regalato una seconda giovinezza!
Arino Belbirichino & Bianca Piccolapeste

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