PAROLE, PAROLE, PAROLE.

In origine c’era la parola. Subito dopo il fraintendimento.
La retorica è la massima espressione di cultura e civiltà che esista, e pensare poi che proprio lei entra in conflitto con la più misera virtù dell’uomo: il suo istinto.
Perchè spesso pensiamo di poter esprimere o nascondere tutto con la parola, e invece eccoci fregati da un sottotitolo grande come una casa: il nostro corpo!
L’uomo, nel corso della sua storia, ha evoluto i suoi mezzi di comunicazione; dagli istinti primordiali, espressi tramite il corpo, è passato alla parola, e dalla parola ai segnali di fumo, alla scritta breil, ai segnali morse, al telefono, al fax, agli sms, alle mail, ai social media….
Quindi, per scelta o per forza di cosa, si è ritrovato a dover comunicare sempre più con mezzi metafisici, impedendo così ai suoi interlocutori di leggere i sottotitoli… e cosa succede quando guardi un film in una lingua che non conosci, senza traduzione? Non capisci assolutamente nulla.
Questo è quello che potremmo chiamare un piccolo PROBLEMA DI COMUNICAZIONE.
Il linguaggio del corpo invece è chiaro e non lascia molto all’interpretazione:
- Aperitivo: di fianco al vostro tavolo sono seduti un uomo ed una donna, e stanno in silenzio. Lei sta giocando con una ciocca di capelli, ha un sorriso stupido ed ha movenze tipiche di una caramella che si sta sciogliendo. Lui sorride, e la fissa negli occhi.
- Discoteca: c’è molto casino, tu ti stai divertendo con i tuoi amici. Ad un certo punto si crea un tumulto, riesci a localizzare da dove viene e ti accorgi di due uomini che sono uno di fronte all’altro, occhi negli occhi. Anche loro non parlano. Uno ha il petto gonfiato come un pesce palla, e le labbra che d’un tratto sono diventate sottilissime. L’altro ha piegato le braccia verso il petto mostrando all’avversario i palmi delle mani, sta indietreggiando e le sue sopraciglia sono alzate e gli occhi spalancati.
- Al parco: una coppia. Lui si mette in ginocchio per terra, lei ha le braccia incrociate e guarda dall’altra parte…
Avete capito cosa sta succedendo?
E tra gli animali invece? Loro parlano una sola lingua, quella del corpo! Oggi noi di lovedogblog ci occuperemo del “dialogo” tra cani, mentre dai nostri amici di BAU BOYS potrete “rubare” informazioni molto interessanti sul resto del meraviglioso mondo animale!
Tornando a noi, tutti i casi in cui il dialogo tra i nostri amici a quattro zampe funziona alla perfezione li conosciamo già… lo scondizolio (diverso in base alla occasioni), l’appoggio della testa sulla schiena dell’altro, il mettersi a pancia in su come segno di sottomissione ecc… ma quello che vogliamo evidenziare oggi, e che forse non sapete, è anche loro possono avere problemi di comunicazione e, per illustrarvelo, vi racconteremo la storia del Ridgeback che incontrò il Carlino. E’ stata raccontata in maniera piuttosto comica dal grande psicologo di cani Martin Ruetter, e spiega in modo molto chiaro come anche i cani possano fraintendersi: il Ridgeback è un cane molto sensibile e ha un modo di comunicare molto chiaro e pacato, niente ambiguità. Si trova a passeggio nel parco, quando vede ad una distanza di ca. 200 metri avvicinarsi un carlino. Il Carlino ha un piccolo problema motorio, ovvero la gamba anteriore e posteriore di un lato si muovono contemporaneamente (questo in tedesco si chiama Passgang), ed è pericolosamente simile alla camminata che adottano i cani per pavoneggiare… il sensibile Ridgeback vede il Carlino e dice: “ok… vedo che questo cane sta cercando di impressionarmi… noto che in più ha la coda dritta: questo vuole casini! “ Il Carlino in realtà non lo fa apposta, la sua coda è fatta così per conformità e la sua camminata è del tutto innocua. Ma diciamo che fin qui non c’è nulla di drammatico!
Nel frattempo il Carlino, come sempre, cammina a petto in fuori con la schiena bella dritta… il Ridgeback pensa: “ohoh… qua puzza di casini, mi vuole affrontare, meglio tagliare la corda”. Così abbassa la testa in segno di pace e spera di evitarlo facendo il giro lungo.
Nel frattempo il Carlino si sta avvicinando sempre di più e il Ridgeback, dalla coda dell’occhio, si accorge che il Carlino lo sta fissando. Panico… fissare è il primo segno d’affronto vero: “ma che vuole da me? Non gli ho fatto niente, no non voglio avere casini… oh dio, mi sta anche ringhiando!!!!!”. In realtà il Carlino non fissa per davvero, è che ha gli occhi un pò in fuori, e quello che sembrerebbe un ringhio in realtà è semplicemente il suo modo di respirare. Si avvicinano sempre di più, il Ridgeback in panico perchè sono ormai 150 metri che lui cerca di adottare una postura anti-affronto che comunichi la sua pacificità, ma che purtroppo non sembra funzionare con il Carlino (del tutto ignaro delle pippe mentali del Ridgeback). Ora sono proprio uno di fianco all’altro, e sapete cosa succede? Il Ridgeback, stufo delle provocazioni, attacca!
Questa storia non è inventata, sono cose realmente accadute e sono la prova di come la comunicazione, a volte, non viene decifrata in modo corretto dal suo ricettore. È quindi fondamentale che i cani, fin da piccoli, si abituino a stare con cani di razze diverse, per imparare a conoscerli e per evitare quello con cui noi umani abbiamo da lottare tutti i giorni: quel maledetto PROBLEMA DI COMUNICAZIONE.

  • http://www.blogger.com/profile/05360229515616788456 federico

    :) il Ridgeback e le sue pippe mentali!! comunque sono d’accordo su tutta la linea, più si diversificano le conoscenze del nostro peloso e più capirà come leggere nuovi segnali

    Ottimo articolo!

    Fede e Aine

  • http://www.blogger.com/profile/05735416384846879466 MG e Fabee

    Grazie!!!:) ci siam divertite molto a scriverlo! :)

  • Anonymous

    Bello questo articolo… ho visto anche quello di Bau Boys

  • Anonymous

    ben detto miss mg…..noi umani a volte lottiamo giornate intere: maledetta comunicazione!!;))))

  • Anonymous

    eh sì!!