CANI E BAMBINI.

Il legame che unisce un cane al suo piccolo amico a due zampe è qualcosa di unico, di speciale…
Chi fra di voi ha goduto nell’infanzia della compagnia di un amico peloso sa di cosa sto parlando perché quell’amicizia, probabilmente la più sincera con cui avete avuto a che fare, è vivida nei vostri ricordi.
Cani e bambini hanno molti tratti in comune: la voglia di giocare, la curiosità, lo spirito d’avventura, il bisogno di amare e di essere amati.
Il primo cane è per noi tutti indimenticabile, quasi fosse un eroe. E’ il primo contatto con un altro mondo: un mondo che i bambini nella loro innocenza e spontaneità spesso capiscono più dei grandi. Un mondo fatto di giochi, sincerità, lealtà, momenti belli e brutti condivisi sempre insieme; un mondo di sentimenti sinceri lontani dai pregiudizi e dall’ipocrisia dei grandi.
Probabilmente i numerosi punti di contatto fra cani e bambini sono dati proprio dalle numerose caratteristiche neoteniche, proprie dei nostri amici 4 zampe: ovvero la permanenza nel soggetto adulto di caratteri più o meno infantili quali ad esempio una spiccata curiosità, la voglia di giocare, l’incapacità di portare rancore.
Proprio come un cane ha sempre voglia di capire cosa gli sta intorno (letteralmente di ficcare il naso dappertutto), un bambino ha voglia di sapere tutto, stordendo i genitori con i suoi mille “perché”, ed ecco quindi come la neofilia si collochi tra i tratti neotenici che accomunano le due specie: indice di vivacità ed attività mentale.
I cani rimangono allo stato di “cuccioloni” per gran parte della loro vita, ed è per questo motivo che spesso sono grandi compagni di gioco per i bambini: sempre pronti a collaborare, a correre dietro ad una pallina, ad un frisbee o a partire in esplorazione di un territorio con il loro piccolo amico bipede (attenzione: ricordiamo che i giochi devono avvenire sempre nel rispetto dell’animale, sotto la super visione di un adulto ed il cane deve essere sempre un animale socializzato ed educato).
La relazione che si sviluppa tra un cane ed il suo bambino è molto particolare, probabilmente un mix di amore, devozione ed istinto di protezione che andrei a racchiudere di nuovo semplicemente in AMORE. La complicità che s’instaura tra cani e bambini è forte di un legame emozionale puro, spesso più vivo di quello che lega un cane ad un adulto, probabilmente per la relazione paritaria che si instaura tra i due all’interno del branco famiglia, spuria di ogni concetto di gerarchia, rango e sottomissione. La capacità d’amore ed il bisogno di essere amati è propria dei bambini come dei cani: è il presupposto per crescere e svilupparsi in maniera sana ed equilibrata. La presenza di un cane in famiglia aiuta i bambini a crescere in modo responsabile (come affermano anche i nostri amici di BAU BOYS), a sviluppare rispetto, sensibilità e capacità sociali; dove gli animali sono considerati alla stregua di membri della famiglia, si registra addirittura una maggior tolleranza verso le differenze presenti tra gli individui umani.
Un cane si rivela quindi un prezioso compagno di giochi, un discreto confidente, una fonte inesauribile d’affetto e di coccole, ma non è un giocattolo.

Difficilmente un bambino dirà mai “non voglio un cane”, tuttavia i primi a doversi chiedere se sono pronti ad accogliere un nuovo membro in famiglia devono essere i genitori che avranno “un figlio in più” di cui occuparsi, che richiederà tempo, cure ed attenzioni: non ci si potrà aspettare che siano i bambini ad occuparsi del cane (per quanto questi l’abbiano promesso), ma si dovrà essere consapevoli di dover dare il buon esempio e di insegnare ai bambini come rapportarsi e come gestire il loro piccolo grande amico.
Un bambino che cresce con i cani imparerà a relazionarsi con loro e a leggere i loro comportamenti evitando situazioni e atteggiamenti pericolosi. Non è un caso che
la stragrande maggioranza dei bambini oggetto di cronaca in cui si denunciano aggressioni o morsicature da parte di cani, siano bambini cresciuti con la paura se non con il terrore degli animali e che pertanto adottano comportamenti che per l’animale sono sinonimo di minaccia, che lo spaventano fino a provocarne una reazione violenta o che attivano il suo senso predatorio.

Concludo dicendo che il momento giusto per offrire al bambino la meravigliosa esperienza di avere un compagno a quattro zampe può essere indicativamente intorno agli otto anni del bambino, quando questi è abbastanza grande per capire e relazionarsi con il nuovo amico.
Buona giornata a tutti,

Veronica Giuliani