CASH DOG.

Potrebbe quasi essere la reinterpretazione moderna dell’Asino d’Oro: solo che il protagonista, come potrete immaginare, è un cane. E non si parla d’oro, ma di soldi! Più precisamente di cash; cash non dichiarato, pronto ad uscire dal paese per una lunga vacanza in una di quelle Spa per soldi svizzere. Con un semplice Pokerface e un atteggiamento understatement, un tempo era un’impresa piuttosto semplice: „Niente da dichiarare“! Così avran detto milioni di persone, evadendo milioni di euro. Ma da oggi le cose cambieranno e ciò che la legislazione non è stata in grado di bloccare, lo farà Tango, il Labrador fiuta soldi o meglio, il cane che sussurra alle guardie di Finanza. Ma noi ci chiediamo: come farà? I soldi hanno un odore?
Allora… si e no: quello che odora è l’inchiostro usato per la stampa, ed Euro e Dollari, che non sono stampati con lo stesso inchiostro, hanno quindi due odori diversi. Ma diciamo che per Tango e i suoi colleghi fiuta-cash, i soldi iniziano ad avere un profumino interessante solo dai 50.000€ in su, e questo perché, senza dichiararlo prima, è permesso portare fuori dal paese fino a 10mila euro.
L’addestramento avviene giocando con una pallina intrisa dell’odore dei soldi (quindi per loro è assolutamente un gioco e non una violenza!) e sono stati scelti i Labrador perchè noti per la loro socievolezza e facilità d’apprendimento.
La fase di prova è partita a fine 2009 a Malpensa, e i risultati ottenuti hanno superato persino le aspettative: l’ultimo a cadere nelle fitte maglie dei controlli è stato un quarantenne d’origine cingalese residente in Italia da più di 20 anni, con in tasca 424.000 euro, pronti per spiccare il volo!
“I flussi del denaro esportato illegalmente – sottolinea il tenente colonnello Macchi – sono diretti per lo più verso la Cina e alcuni paesi latino americani, e i trucchi usati dai ‘corrieri’ sono i più disparati: di solito chi cerca di far uscire somme tanto consistenti le nasconde addosso o nel bagaglio a mano, ma da quando ci sono i nostri ‘cash dog’ c’è chi comincia ad occultarli nei bagagli da stivare. Noi continuiamo ad usare i metodi di screening tradizionali, affinando le tecniche d’Intelligence e le analisi su giorni e orari a rischio, e ogni volta che possiamo ci facciamo aiutare dai nostri Labrador, che naturalmente non possono lavorare per più di 5- 6 ore: il pericolo è di stancarli troppo”.
Attualmente l’Italia e’ – con Inghilterra, Israele, Sud Africa e Stati Uniti – uno dei 5 Paesi al mondo che ricorrono ai cani fiuta-soldi, ma “presto – assicura l’ufficiale – altri imboccheranno la stessa strada”.
Sa di buono questa notizia, e anche questa volta i nostri amici a quattro zampe dimostrano d’essere i nostri migliori amici!