LASSIE COME HOME.

“Sei tu, sei tu, mia cara dolce Lassie…”
Chi di noi amanti dei cani non conosce la mitica Lassie? Meravigliosa Rough Collie protagonista di “Lassie Come Home”, il breve racconto pubblicato da Eric Knight il 17 Dicembre del 1938 sul “Saturday Evening Post”, che scrisse ispirandosi a Toots, il cucciolo di Collie che egli stesso regalò alla moglie. Chi di noi non si è emozionato vedendo una puntata del telefilm e sognando che il proprio amico diventasse come lei? Immagino tutti! ;)
Il successo riscosso della novella convinse l’autore a scrivere e pubblicare nel 1940 un romanzo per ragazzi dedicato alla storia di questo fedelissimo Collie, che percorreva centinaia di miglia attraversando terreni impervi e pericolose avventure: il tutto per tornare a casa del suo giovane amico. Nel 1943 il romanzo si “trasformò” nel celebre film “ Torna a casa Lassie”, il cui successo è a tutti noto. Girato in Inghilterra su pellicola a colori, il film raccontava di una famiglia di umili origini costretta a vendere per qualche soldo il cane di famiglia (o meglio il cane del ragazzino di famiglia), ad un ricco signore Scozzese appassionato di Collie che la portò in Scozia presso il suo canile privato. Tale fu la tristezza e la nostalgia del suo piccolo amico, che la dolce Lassie decise di fuggire dal suo confino in gabbia e di ritornare a casa sua: da qui inizia l’avventura che tutti conoscete!
Quello che non si sa però è che Lassie era in realtà Pal, un bel maschietto e non una dolce fanciulla così come veniva spacciata nel telefilm! Dadan… Scioccati? Le ragioni di questa piccola menzogna sono presto dette: un maschio solitamente ha un aspetto più scenografico, più solido, un pelo più bello ed è meno timoroso di una femmina… è semplicemente un candidato migliore per la cinepresa!
Il fantastico Pal nacque nel 1940 presso l’allevamento Cherry Osborne’s Glamis, a nord di Hollywood, e morì alla veneranda età di 18 anni. Cane non proprio esteticamente perfetto a livello di standard, venne venduto come cane da compagnia al Signor Howard Peck.
Quest’ultimo, disperato dal continuo ed incessante abbaiare di Pal e dalla sua mania di correre dietro alle motociclette, si rivolse ad un famoso istruttore cinofilo di Hollywood, Rudd Weatherwax, nella speranza di riuscire a debellare questi comportamenti indesiderati. Dopo il lavoro con Rudd Weatherwax, la “nostra eroina” in effetti migliorò notevolmente; tuttavia non perse mai quel vizietto delle moto, e questo indusse Peck a cedere definitivamente il cane a Rudd, che a sua volta lo cedette ad un amico.
Qui entra in gioco il momento in cui la famosa novella si trasforma in pellicola: quale cane migliore per il ruolo di Lassie se non Pal ? Rudd ricomprò immediatamente Pal dall’amico e lo fece diventare uno dei più grandi attori (a 4 zampe) di tutti i tempi, facendo passare in secondo piano personaggi del calibro di James Stewart, Helen Slater, Nigel Bruce, Elsa Lanchester, Mickey Rooney e molti altri!
Vi lascio con qualche chicca da retroscena: Pal partecipò ad un casting con 1500 cani e fu scartato. Ebbene si, fu scartato perché era un maschio, i suoi occhi erano troppi grandi, la sua testa troppo larga e in più aveva un macchia bianca sulla fronte; venne così scelta una Collie femmina e Pal venne reclutato come stunt dog. La svolta avvenne quando, nel corso di una ripresa in California presso il fiume San Joacquin, la Collie, ancora in addestramento e molto confusa, non ne volle sapere di entrare nelle acque mosse del fiume, ed ecco il motivo per cui entrò in scena il nostro eroe (presente in quel momento sulla scena con Rudd).
La performance di Pal, con la sua eleganza, naturalezza e sicurezza, fu così convincente e perfetta che convinse la regia a scegliere definitivamente lui come “Lassie” e ad investire maggiori risorse nel film che, dapprima previsto in bianco/nero, fu poi registrato in technicolor.
All’età di 17 anni, dopo una vita di onorata carriera tra cinema, televisione e radio, e dopo aver colmato di emozione il cuore di molti spettatori, Pal, sordo e cieco, si ritirò in pensione facendo solo sporadiche apparizioni sul set.
Un anno dopo Pal saltò sul ponte dell’arcobaleno per godersi il meritato riposo: Rudd alternò mesi di forte depressione e non volle mai più vedere i film di Lassie (non sopportava la vista del caro amico che non poteva più stringere a sé). Lo seppellì in un loro posto speciale al ranch e tornò spesso a trovarlo.
Jon Provost, un attore della serie, disse: “Rudd loved that old dog as much as anyone could love an animal or person”.
Ed ora che sappiamo i retroscena e i “difetti” della mitica “Lassie”, ci tocca rivalutare i nostri amati amici pelosi: che siano star incomprese?
Veronica Giuliani

  • Anonymous

    è stato uno dei film della mia infanzia… dalla quale è nata la passione per i cani…

  • http://www.blogger.com/profile/05735416384846879466 MG e Fabee

    come ti capiamo! ;)