ROMEO (SENZA GIULIETTA).

“Dream as if you’ll live forever. Live as if you’ll die today”. Questa celebre frase di James Dean, oltre ad essere il motto che mi recito ogni mattina appena apro gli occhi, è anche la ragione per cui il mio padrone non si fida ancora a liberarmi in aiuole cittadine adiacenti a strade carrabili con flusso veicolare orario maggiore di zero. Mi chiamo Romeo, e sono un Labrador Chocolate di quasi tre anni. Mi reputo un adolescente come molti altri; sognatore e amante delle piccole cose, assaporo la vita di tutti i giorni con un’irrefrenabile curiosità per il mondo che mi circonda. Nella piena testardia che tutto mi è possibile.

Sono un edonista a tutti gli effetti: amo farmi viziare (purtroppo con moderazione da parte del mio padrone) di quei piaceri gustativi che ogni stagione al mondo regala. Godendo dei ricordi di quella appena passata e sognando ad occhi aperti quella in arrivo.
I mandarini in inverno: l’acquolina che l’asprezza dell’agrume genera alle mie ghiandole salivari, sommata all’infinita e infinitesima attesa che mi sia fatto cadere uno spicchio tra le fauci, rappresenta per me un trionfo sensoriale.
Il gelato in piena estate mi trascina invece in un’estasi suprema. Tant’è che ho stipulato col mio padrone una coppetta settimanale che inevitabilmente divoro alla velocità della luce. Tutto yogurt.

Ciononostante, rimanendo a tutti gli effetti un adolescente nel pieno delle sue convinzioni, nutro un istintivo senso di ribellione nei confronti di certi formalismi che spesso, noiosamente, incrocio nella vita di tutti i giorni. Come per esempio le associazioni legate al mio nome. Odio quando mi ferma gente per strada che, una volta a conoscenza di come mi chiamo, mi pone sempre la solita fatidica domanda: ‘e dimmi, dimmi: ma la tua Giulietta non l’hai ancora trovata?’.
Come se per me il nome fosse così un grande problema… bah(u)!

Sono conscio comunque di certi limiti che la mia corporeità comporta: quando ero un cucciolino di neanche 10 kilogrammi, (chi ha orecchie per intendere, intenda), non avevo ancora ben capito cosa il mio padrone, insistentemente, volesse farmi imparare che avrei dovuto fare fuori da casa. E non in orari improponibili. Questo significò, per un primo lungo periodo di tempo, che dormimmo insieme nel divano a letto ora di mia proprietà. Vicini vicini. E adoravo raggiungere posizioni assurde nel sonno. Tipo: sotto le coperte sui suoi piedi, arrotolato sulla sua faccia, schiena contro schiena, pancia contro pancia, nuca (sua) contro… ehm, quella cosa lì (mio). Ora (forse per l’ultima posizione) lui si è trasferito sul soppalco, raggiungibile tramite un’impossibile scala a chiocciola senza corrimano. Che io, ahimè, non sono in grado di risalire.

Abbiamo parlato di vista, olfatto, tatto e gusto. Ecco l’udito. Eccoci alla musica.
Sono, per scelta non mia, un intenditore di musica reggae. Ma c’è un cantante che purtroppo mi tocca ascoltare spesso, e che per via di quella sua acutissima e maledetta armonica a bocca, mi fa venire costantemente il torcicollo: Bob Dylan.
Come se non fosse, a qualsiasi ora del giorno e della notte, il mio padrone, per diletto, si cimenta spesso in strazianti concertini con chitarra e armonica.
Vi racconto una curiosità: quando l’armonica a bocca provoca suoni superiori ad una determinata acutezza, il fastidio è per me tale che mi tocca soffocare il suono, ululando a ritmo di musica nell’obiettivo di raggiungere quella nota. Non so se il mio padrone pensa che io stia cantando o meno. Forse, e penso proprio, si sta tuttora vendicando di quella posizione che mi divertivo raggiungere nella notte quando ancora dormivamo insieme: nuca (sua), contro… ehm, quella cosa lì (mio).

Per cagnoline interessate a conoscermi, a breve, probabilmente, creerò l’account su Facebook. No perditempo. No acide ringhiose. No peso inferiore ai 15 kilogrammi.

Romeo (Bruno)

  • http://www.blogger.com/profile/05360229515616788456 federico

    cacchio aine da piccola :) …bellissimo!

  • http://www.blogger.com/profile/05735416384846879466 MG e Fabee

    si bellissimo!!!