À BOUT DE SOUFFLE.

Tempo fa apparse sui giornali una notizia incredibile: uno studio condotto in California aveva mostrato che l’olfatto dei cani ha particolari poteri nel rivelare un tumore allo stadio iniziale. La storia che venne raccontata era quella di un dalmata che nel 1989 annusava insistentemente un neo di natura maligna sulla gamba della padrona. Gli studi scientifici condotti di seguito hanno così rilevato la capacità dei cani di individuare tumori alla pelle, al seno e al colon.
L’ultimo esperimento in merito riguarda quattro cani, addestrati appositamente a distinguere campioni di fiato, emesso da persone sane e da malate di cancro al polmone. Lo scopo era scoprire se i cani potessero riconoscere attraverso il solo fiato la presenza di tumori ai polmoni, particolarmente critico in termini di diagnostica precoce. Cosi gli animali sono stati posti a confronto con campioni d’aria espirata dei vari pazienti. Il risultato è stato quasi incredibile: i cani hanno riconosciuto nel 72% dei casi il fiato dei malati. Questo ha confermato l’ipotesi che esistono combinazioni organiche prodotte dai tumori, espulse nell’aria durante la respirazione e riconosciute dall’olfatto ultra sviluppato del cane, in grado di rilevare un composto chimico diluito in proporzione uno ad un trilione.

Questa scoperta è stata rivoluzionaria per la diagnostica di tumori in fase precoce. Cosi, ancora una volta, l’uomo è riuscito a raggiungere una meta importante grazie al loro aiuto…