INVIDIA DA CANI!

Quante volte ci è capitato, senza volerlo, di essere morsi dal mostro verde chiamato invidia…
La domanda ora è: questa povera emozione appartiene solo all’uomo o anche ad altri animali?
Uno studio condotto su questo argomento ha rivelato che in effetti i cani possono provare invidia, anche se in una una forma più semplice della nostra.

L’invidia è un’emozione tipica dell’uomo e studi su alcuni dei nostri più stretti parenti genetici, tra cui gli scimpanzé (Pan troglodytes) e scimmie cappuccine (Cebus apella), dimostrano che anche loro provano invidia quando sentono di essere stati premiati in maniera ingiusta per i loro sforzi. Ad esempio, uno scimpanzè a cui è stato chiesto di svolgere un compito finirà per cessare la cooperazione se il suo partner riceve un trattamento più gustoso come ricompensa per eseguire lo stesso compito. Secondo alcuni ricercatori l’invidia potrebbe essere stata cruciale per l’evoluzione della cooperazione, nella quale noi umani eccelliamo. Friederike Range dell’Università di Vienna e i suoi colleghi si sono chiesti se anche altri animali che si impegnano in comportamenti cooperativi possono presentare forme semplici di invidia, e per verificare ciò si è rivolto ad un gruppo di canidi (biologico che comprende cani domestici e i loro cugini selvatici, come lupi e coyote), che sono noti per cacciare e allevare i loro cuccioli in modo cooperativo. Per l’esperimento Range e il suo team hanno preso i cani domestici in coppie, chiedendo a ciascuno di loro di svolgere un compito (appoggiare la zampa nella mano di uno sperimentatore) per il quale alla fine avrebbero ricevuto una ricompensa. Le ricompense non erano uguali per tutti: per alcuni c’era un pezzo di salsiccia (ricompensa di alta qualità), per altri un pezzo di pane (ricompensa di bassa qualità) e per altri addirittura nessuna ricompensa. L’esito? Nelle varie coppie, quando uno dei cani-partner vedeva che il suo compagno era stato premiato con del pane nero mentre lui non aveva ricevuto nulla, metteva subito giù la zampa e inoltre iniziava ad agitarsi, grattarsi, sbadigliare, leccare la bocca ed evitare lo sguardo del cane-partner premiato.

Questi risultati vennero descritti in seguito nella rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences, fornendo cosi la prova della presenza di sensibilità verso un trattamento diseguale in una specie diversa dai primati.
Solo che i cani, a differenza delle scimmie, non rifiutavano mai il cibo, anche se si trattava di una ricompensa di “bassa qualità”. Quindi l’invidia c’è, ma potremmo definirla molto più genuina di quella di noi primati.