UN CHIEN ET UNE FEMME

 

Un romanzo a puntate di Pamela Giorgi, Parte 10

 

Guardo negli occhi il mio cane dallo specchietto retrovisore dell’auto. Stiamo andando da mia madre. Lui li socchiude leggermente guardando i miei. Non so cosa voglia dire nel mondo canino. Magari è solo fastidio alla luce. Ma io, che come umano credo sempre che tutto abbia a che fare con me, percepisco questo suo sguardo come un segnale di affetto, di felicità per essere con me, di pazienza per i posti assurdi dove lo porto, di fiducia insomma. E così penso seriamente. Alla fiducia. Mi sovviene che è un sentimento erotico, nel senso di eros-amore, quasi un non sentimento, un abbandono volontario verso qualcuno che sai non ti tradirà. O meglio ti tradirà quel tanto che è concesso dalla sua natura. E’ vero..ogni tanto l’ho condotto in luoghi dove non si è trovato proprio a suo agio, ogni tanto ha abbaiato furiosamente verso ignari vecchietti traballanti, talvolta avrebbe preferito giocare anziché aspettarmi, spesso avrei preferito correre anziché rincorrerlo…in generale però so che macchia si aspetta da me il meglio per lui e io mi aspetto da lui che non mi metta nei casini. Cosa che quasi sempre accade. Le nostre reciproche defalliance rendono solo più saporito il nostro sodalizio assurdo. Io primate, lui canide, legati dall’amore

 

 

Pamela compie i suoi studi tra Pavia e Brescia. Si occupa di ufficio stampa e comunicazione per il settore industriale. La sua passione per la poesia è sfociata in una prima raccolta dal titolo “Svelata” per Lupo Editore. Alla sua implicita passione per i quadrupedi canini se ne sommano molte altre. E’ infatti una instancabile sportiva, una lettrice vorace e un’appassionata di moda.