SPLISH, SPLASH!

 

Tenere pulito il nostro cane è molto importante, non solo per controllare il manifestarsi d’eventuali cambiamenti nel fisico, ma anche per rafforzare il nostro legame con lui. È importante prendere confidenza con quelle che sono le principali cure per i nostri amici a quattro zampe, e in questo periodo, con l’arrivo dell’estate, tra una corsa e un tuffo in acqua lo è ancora di più!
SPAZZOLARLI: è molto importante sin da piccoli; farli abituare  a spazzole o pettini è molto più facile se si comincia dalla tenera età, l’importante ovviamente è non usare strumenti  traumatici come alcune spazzole di ferro che, se non usate con la giusta esperienza, possono graffiare la cute del cane e rendere il momento della toilettatura un incubo invece che un momento di gioco e piacevole contatto col padrone. Se il cane è terrorizzato dalla spazzolatura, abituatelo gradualmente e premiatelo con bocconcini o lodi e carezze appena terminato.  Per i cani con pelo lungo la pettinatura va ovviamente fatta più spesso per evitare i nodi, che si formano soprattutto sotto la pancia vicino alle zampe.
BAGNO: anche il bagno dovrebbe essere un momento di gioia per il nostri amici a quattro zampe, purtroppo però spesso non è cosa gradita. Il cane non va lavato spesso: una volta al mese nei periodi caldi è già più che sufficiente, e quando fa freddo solo se è necessario. Ovviamente ci sono animali che necessitano tutto l’anno anche di più bagni al mese perché soffrono di patologie cutanee che vengono tenute sotto controllo con la shampoo terapia, ma per questi sarà il veterinario a consigliare la frequenza e il tipo di prodotto da utilizzare. Cosa sempre molto importante, se fate voi il bagno al vostro cane, è quella di fare attenzione a non far entrare l’acqua nelle orecchie perché può causare l’otite; se questo succede, a fine bagno lavate le orecchie con un detergente auricolare riempiendo il condotto uditivo del liquido disinfettante senza paura (poi sarà il cane scuotendo la testa ad eliminare l’eccesso di prodotto). Altra cosa importante: asciugate sempre molto bene il mantello (pelo e contropelo) e non portate fuori il cane nel periodo invernale subito dopo il bagno.
DENTI: tutti i cani sono soggetti al depositarsi di tartaro in bocca, anche se normalmente sono quelli di taglia piccola a soffrire maggiormente del problema. Oggi ci sono molti prodotti che possono aiutare a prevenire il tartaro; metodo più impegnativo ma sicuramente più efficace è quello di utilizzare spazzolino e dentifricio, ovviamente per cani (non i nostri perché loro lo ingoiano). Se li abituiamo gradualmente, sin da piccoli, il lavaggio non sarà così complicato! Più semplice invece è quello di donargli bastoncini da masticare che contengono sostanze apposite oppure prodotti da aggiungere alla pappa per prevenire il problema. Ovviamente tutti questi prodotti non sono in grado di migliorare una bocca già piena di tartaro, prevengono solo la deposizione di nuovo.
OCCHI E ORECCHIE: anche occhi e orecchie necessitano di controlli quotidiani. Può essere normale che al mattino gli occhi presentino del materiale secco che va pulito con una garzina morbida, semplicemente inumidita con dell’acqua (anche i fazzoletti di carta vanno bene). Bisogna preoccuparsi e portarlo ad un controllo se il materiale che si accumula è molto abbondante o se è di colore verdastro. Per quanto concerne le orecchie, queste vanno solo controllate visivamente. Le orecchie sane non si sporcano, la cute interna del padiglione è liscia e non arrossata ed il condotto auricolare è libero da materiale ceruminoso e non ha cattivo odore; in caso contrario o se apparentemente tutto sembra a posto ma il cane scuote la testa o si gratta le orecchie in modo eccessivo bisogna portarlo dal veterinario.
Buona giornata a tutti,

Orsola Grignani

LA DIFFAMAZIONE FELINA- PESCE VS. CIBO UMIDO PER GATTI

Mi rendo conto che il titolo potrebbe suonare fuorviante, vorrei quindi precisare che in questo articolo non oltraggeroò nessun animale. Ho deciso di snaturare la parola “diffamazione” per descrivere ai neo-padroni dei gatti l’atto dello sfamare il proprio felino; uno perchè al momento non mi viene in mente la parola giusta e due perchè mi piace in realtà la sua forza nel descrivere la routine che i padroni dei gatti devono affrontare quotidianamente, ad orari in cui i padroni dei cani dormono ancora. Vediamo un pò come si svolge questa delicata operazione e valutiamo infine la convenienza della scelta tra cibo casalingo e industriale.

Il gatto inizia a sentire il primo languorino molto presto, il che lo mette nella delicata posizione di dover svegliare il suo padrone. Essendo il gatto un animale molto educato, non si permetterebbe mai di optare per la soluzione più semplice; quella di saltare sulla faccia del padrone, spalancandogli le palpepre con le zampe urlando FAME! Lo deve fare in modo più discreto, illudendo il padrone di essersi inspiegabilmente svegliato da solo. Per fare ciò, il gatto si avvale di due tattiche molto efficaci e allo stesso tempo poco invasive – a suo parere.

Entrambe iniziano con l’insediamento strategico del letto padronale. Una volta posizionato sul padrone o di fianco, il gatto pratico sceglie la “tattica Mao” : un estenuante attività vocale, che consiste nell’emanazione ripetuta dello stesso identico suono che però viene interrotta non appena appaiono segni di ricezione da parte dell’umano. Dopo pochi minuti avrà ottenuto “l’estrazione dal sonno” del padrone che non riesce a spiegarsi il motivo del traumatizzante “risveglio”.
Il gatto piu’ sofisticato ed esperto invece, adotta la tattica del “gatto che fissava le capre”. Avvicina il muso al viso del padrone e parte con un’intensa fissazione. Un inspiegabile senso di disagio provoca un’automatica ma lenta apertura di inizialmente un occhio da parte dell’umano. Quest’ultimo si trova quindi davanti due (o più, a seconda del numero dei gatti) giganti orbite pluricromatiche che mettono in dubbio sensi, luogo e ragione di vita.

A questo punto, il felino lo saluta, fintamente sorpreso da questa sintonia ipnotica, e gli suggerisce di andare in cucina, per esempio per preparare da mangiare. Quest’ultimo ci si dirige come ordinato.

Cosa servire? Il padrone ora può scegliere fra avanzi della cena o cibo industriale. Se posso, vi rilancerei il consiglio del mio veterinario: evitate di dare avanzi, perchè spesso sono troppo conditi e salati. Si al pesciolino lesso (addirittura gli fa bene), ma alla lunga non copre i fabbisogni del nostro amico. Anche se il nostro senso ci suggerisce diversamente, i gatti hanno bisogni specifici in termini di alimentazione molto differenti dai nostri. La soluzione più indicata è quindi affidarsi al cibo umido per gatti o alle crocchette, a seconda delle preferenze. Con loro andiamo sul sicuro ed evitiamo di ritrovarci con il gatto stitico e la coscienza a pezzi, inoltre con il cibo giusto forse potrà affinare le sue abilità strategiche e a svegliarci non sarà più lui ma saranno le sue droni teleguidate da sorveglianza predator…

Le Lovedogbloggers

LA VACCINAZIONE CONTRO LA LEISHMANIOSI

Fa ancora molto freddo e la vita frenetica ci porta a non pensare ora alle problematiche estive.
In realtà già dall’anno scorso è arrivato in Italia il vaccino contro la Leishmania e il periodo in cui va iniziata la profilassi è proprio questo. Prima gli unici mezzi di prevenzione erano dei repellenti sotto forma di pipette spot-on da applicare tra le scapole una volta al mese o come collare da cambiare ogni 2 mesi. Ora col vaccino si è molto più sicuri, anche se in realtà non copre al 100%. Sicuramente l’associazione vaccino-repellente da una copertura completa.
Personalmente consiglio il vaccino a chi ha la casa in zone endemiche e vi trascorre gran parte dei mesi estivi, per quei cani che si recano nelle zone a rischio solo per una settimana all’anno, non ritengo sia così necessario, in questo ultimo caso penso sia sufficiente applicare i repellenti, evitare le passeggiate serali o se necessarie applicare al momento della passeggiata anche un antizanzare per bambini.
Per quanto riguarda il vaccino il primo anno la procedura consta di: un test leishmania, un vaccino seguito da due richiami a distanza di 21 giorni. Gli anni successivi la profilassi continua con solo una vaccinazione.

Buona giornata a tutti,

Orsola Grignani

6 CONSIGLI PER L’INVERNO: ZAMPE

Le passeggiate nella neve sono una delle cose piu’ magiche al mondo. Il cane saltella come un piccolo coniglietto cacciando i fiocchi di neve… Io che gli ho messo apposto il cappotto piu’ caldo e mi sento molto self confident perchè mi prendo cosi bene cura del mio cane. Finchè ad un tratto mi accorgo che è cambiata la posizione auricolare del mio cane. Ecco, leva la zampa. Sta tremando e mi guarda con uno sguardo che dice: Cosa ti ho fatto per meritarmi questo? La passeggiata si trasforma in una corsa verso casa. Sono una madre terribile….

Premettiamo una cosa: i cani di taglia grande e sani in genere sono ben protetti dal freddo grazie al loro pelo invernale ed il sottopelo. Il problema si pone quando tra le zampette si formano i grumi di neve, quando si congela il pelo e le ferite provocate dal sale che mettono sulla strada. ( I cani piccoli soffrono sempre e comunque il freddo e vanno avvolti in cappotti caldi e sopratutto dovreste coprire le loro orecchie: rischio congelamento)

Esistono le “scarpette” per cani e davvero sarebbero la soluzione ideale a questo problema. Vorrei pero’ sapere se esiste un cane al mondo che 1) Se li fa mettere e 2 ) le indossa con dignità, senza farvi sentire un mostro viola-diritti dei cani. Per chi, come me e tutti quelli che conosco, ha un cane che rifiuta di indossare quelle scarpe, vi proponiamo i 6 consigli fondamentali per passeggiare spensieratamente durante i mesi d’inverno.

1. Tosare
Per i cani a pelo lungo, il sale sulle strade puo’ diventare un grande problema perchè provoca la formazione di grumi sotto le zampette, che possono congelare e dare molto fastidio. Per evitare questo, basta fare tosare il pelo delle zampe. Attenzione: a chi non la mai fatto consigliamo di portare il cane dal veterinario o dal tosatore, che hanno l’attrezzo giusto per farlo. (e anche per evitare inutili ferite)
2. Crema Vasellina
Applicate uno strato di vasellina sui polpastrelli e in generale tra le zampe del cane prima di uscire. Questa crema grassa, funge da idrorepellente e da scudo contro ghiaccio e sale. Fa davvero miracoli e per esperienza personale posso dirvi che protegge le zampe da irritazioni, screpolature e di conseguenza anche da quelle piccole ferite fastidiose. E’ sufficiente applicarla prima dell’uscita, ma potete tranquillamente anche applicarlo piu volte al giorno.

3. Togliere grumi di neve
Per chi ha la possibilità di portare il cane a spasso nel bosco o vicino ai campi lo faccia, in quanto è molto meglio che sulle strade coperte di sale. Controllate pero’ di tanto in tanto che non si formino grumi o mini palline di neve tra le zampe. Se dovessero esserci, eliminatele delicatamente con le dita o fatele sciogliere col calore delle vostre mani.

4. Sciacquare con acqua ma senza sapone
Per chi non ha la possibilità di andare nel bosco e quindi deve scegliere l’alternativa della strada sparsa di sale, si consiglia una volta a casa, di sciacquare le zampe del cane con acqua a temperatura ambiente, asciugandole infine con un panno in microfibra. E’ sconsigliato l’uso di sapone, perchè secca ulteriormente le zampe.

5. Asciugare dopo la passeggiata
Quando siete tornati a casa, asciugate la zampette del vostro cane con un panno in microfibra, assorbe meglio l’umidità.

6. Calendula contro rossori, veterinario contro ferite
Se vi accorgete che le zampe del cane sono leggermente arrosite dopo aver giocato nella neve, potete applicare una crema alla calendula o anche una semplice Crema Bepanthen. Meglio non esperimentare con bendaggi fai da te, e optare se necessario per un calzino da bèbè che potete infilare sopra la zampa.
Se il rossore non passa o adirittura ci sono delle ferite, dovete andare dal veterinario, perchè potrebbe esserci la necessità di curarle con antibiotici.

Buona passeggiata!!!

DOBBIAMO AIUTARE

L’Associazione Animali Esotici Onlus è in urgente cerca di nuovi volontari, persone di buon cuore e appassionate di animali!

L’AAE si occupa del recupero e adozione di animali esotici abbandonati, o che non possono più vivere nella loro attuale casa. Consiste in una rete di volontari che ogni giorno offrono il loro aiuto per salvare conigli, cavie, piccoli roditori, rettili e anfibi da situazioni difficili di abbandono e maltrattamento. Purtroppo il numero di animali di cui prendersi cura è sempre più alto e anche se avete poco tempo a disposizione, potete diventare un prezioso aiuto! Qualche esempio di come potreste dare una mano:

- offrendo stallo temporaneo agli animali in attesa di una famiglia (quindi diventando affidatari)

- trasportando durante i vostri spostamenti gli animali che sono stati recuperati, o che hanno trovato casa

- occupandosi del controllo e organizzazione di adottanti e affidatari, e organizzando staffette (via telefono o internet)

- diffondendo via internet gli annunci di animali in adozione

- offrendo la propria esperienza personale o lavorativa a servizio della Onlus.

Ogni aspirante volontario viene affiancato per un periodo variabile da un volontario anziano, per imparare le procedure dell’associazione, mentre gli affidatari ritenuti idonei vengono seguiti dai volontari per la cura dell’animale in stallo, le cui spese sanitarie sono interamente a carico di AAE. Inoltre, per iniziative speciali che verranno lanciate in futuro, AAE sta cercando dei volontari “specializzati”: uno sviluppatore e un grafico. Se quindi avete esperienza in questi settori, l’associazione sarà lieta di visionare il vostro portfolio lavori, e raccontarvi i progetti che stanno per partire.

Per candidarvi, o avere maggiori informazioni scrivete a info@aaeconigli.it

E, nel frattempo, seguite AAE anche su Facebook, Twitter e Pinterest!

Associazione Animali Esotici Onlus

Dona il 5×1000 agli animali abbandonati
AAE Onlus c.f. 90008800261
http://www.aaeconigli.it/5xmille.html

GLI ANTIPARASSITARI D’INVERNO

E’ arrivato l’inverno e ovviamente le temperature scenderanno sempre più. Molti clienti pensano che con la stagione fredda i parassiti che amano mangiucchiare sui nostri animali vadano per così dire in letargo, ma in realtà non è così. In particolare per le pulci: questi ectoparassiti infatti vivono benissimo nelle nostre case, una temperatura di 18 gradi è per loro più che sufficiente per continuare a replicarsi e normalmente questa temperatura è presente nelle nostre case riscaldate.
Se i nostri cani vivessero sempre all’esterno, come quelli che vivono in campagna, nella stagione fredda non sarebbe necessario mettere gli antiparassitari perché le pulci se le temperature scendono troppo si impupano (un po’ come le crisalidi delle farfalle) e aspettano che torni il caldo per ricominciare il ciclo.
In casa invece anche d’inverno le pulci si nutrono sui nostri animali e si replicano. Una pulce adulta può deporre fino a 50 uova al giorno che non rimangono sul cane ma cadono a terra ed entro 2-5 giorni si schiudono, da queste nascono le larve che sono fotofobiche e si nascondono nelle zone buie della casa : dietro i battiscopa, tra le fessure del parquet, sotto i mobili ecc. ecc.
Dopo di che le larve si impupano e si trasformano in pupe trascorrendo circa 8-9 giorni nel loro bozzolo diventando adulte e aspettando il segnale di schiusa: calore, vibrazioni e diossido di carbonio che indicano che l’ospite è vicino e si ricomincia il pasto.
Quindi tutto questo per dirvi che se il vostro amico a quattro zampe vive in casa, anche durante l’inverno bisogna mettergli gli antiparassitari, altrimenti ospiteremmo gratuitamente molte altre creaturine non desiderate nel nostro appartamento!

Orsola Grignani

FUCK’ALDO!!!!

A Milano si cuoce. Apro le tapparelle di notte, e le tengo chiuse di giorno; ci penso due volte prima di utilizzare elettroutensili potenziali fonti di calore ( luci, tv, forno), tengo spento anche il ventilatore perchè sembra di accendere una stufetta che ti soffia aria calda addosso. Davvero questo caldo è insopportabile!
E io non porto pelliccia a differenza del mio cane, che ha lasciato il suo tradizionale posto da torre di controllo (sopra il cuscino nel letto) per prendere postazione sulle piastrelle del pavimento di marmo. “Ma tu che vieni dal Messico non dovresti essere un pò meno sensibile al caldo?” … la risposta è stata uno sguardo che ho interpretato come un “fo**iti”!;)

L’altro giorno pero’ mi sono allarmata perchè ansimava piu’ del solito. Oddio un colpo di caldo! L’ho immediatamente immersa in un bagno di acqua fresca (non gelata) ed è subito migliorata. Che i colpi di calore non tocchino solo noi ma anche i nostri cani è evidente, ma quali sono i sintomi? E noi cosa possiamo fare per evitare che succeda?
Innanzi tutto bisogna precisare che i cani più a rischio di colpo di calore sono i cuccioli (fino a sei mesi di età), i cani anziani (oltre i sette anni di età), i cani in sovrappeso, i cani che si affaticano facilmente quando fanno esercizio fisico, i cani che soffrono di malattie croniche o che sono in convalescenza, i cani brachicefalo e quelli che soffrono di disturbi respiratori.
La causa più comune dell’ipertermia (la temperatura corporea troppo alta) in estate è proprio l’insana abitudine di alcuni proprietari di lasciare il cane ad arrostire in auto o sotto il sole in giardino senza alcuna protezione.
I sintomi
- respiro pesante e affannoso
- ansimazione eccessiva
- debolezza
- gengive e congiuntive con gli occhi iniettati di sangue
- letargia (il cane appare apatico e depresso)

Se ci accorgiamo che il nostro cane accusa i sintomi di un colpo di calore dobbiamo immediatamente contattare il veterinario. Nell’attesa o in assenza di assistenza possiamo cercare di tamponare i danni alle funzioni vitali dell’organismo del cane:
- Allontaniamo immediatamente il cane dalla fonte di calore, preferibilmente portandolo in un edificio climatizzato ma non eccessivamente freddo. Misuriamogli la temperatura rettale ogni 10 minuti. I casi lievi possono essere risolti spostando il cane in un ambiente fresco.
- Se la temperatura rettale è superiore ai 40°C, dobbiamo raffreddare il cane con acqua fredda ma non ghiacchiata, bagnando le zampe ed il corpo delicatamente. Monitorare la temperatura rettale e continuare il processo di raffreddamento fin quando la temperatura rettale non scende sotto i 39°C. A questo punto, è bene arrestare il processo di raffreddamento ed asciugare il cane, per non rischiare l’ipotermia.
- Importante portare il cane dal veterinario, perché il colpo di calore può essere associato ad edema della laringe che peggiora le difficoltà respiratorie del cane. In casi gravi potrebbe rivelarsi necessaria una tracheotomia. Il veterinario può intervenire con una iniezione di cortisone per scongiurare questo rischio.
Per evitare di arrivare il worst case scenario, possiamo semplicemente seguire alcune regole molto semplici:
- Evitare di far stancare troppo il cane nelle ore più calde. Se lo portate fuori per la passeggiata nel pomeriggio non fatelo correre o giocare troppo.
- Se notate comportamenti particolari (affanno, letargia, atteggiamento da “ubriaco”) portatelo subito all’ombra e fatelo calmare.
- Se la situazione non migliora portatelo in un angolo fresco della casa e ben areato.
- Fategli degli impacchi con dell’acqua fresca o usate un panno imbevuto di aceto o di alcool. Questi due liquidi hanno la capacità di sottrarre calore dal corpo del nostro amico peloso.
- Lasciategli SEMPRE una ciotola d’acqua fresca
- Attenzione però! Non mettetelo in mezzo ad una corrente d’aria e non usate il ghiaccio per raffreddarlo perché l’improvviso crollo termico potrebbe causare uno shock piuttosto pericoloso.

Sappiamo tutti che in realtà la cosa migliore sarebbe semplicemente prendere il nostro cane ed andarsene via da questa città, ma nel frattempo speriamo di esservi state d’aiuto!!
ps: …. Mentre scrivevo questo articolo ho dovuto spegnere 2 volte il mio computer perchè il pc, il tavolo sul quale sta e le mie mani stavano per prendere fuoco …

Photo credit: LittleFriendsPhoto

L’ESTATE STA ARRIVANDO!

Finalmente arriva il caldo e con lui i preparativi per le vacanze. Ovviamente bisogna preparare anche la valigetta per i nostri amici a quattro zampe. Proprio in questi giorni dei miei clienti sono partiti per un viaggio avventura in un’isoletta sperduta della Grecia con i loro due lupi cecoslovacchi. Sprovveduti, non hanno portato nessun medicinale per i cani che sfortunatamente sono stati male entrambe. Per questo motivo mi è venuto in mente di stilare un piccolo kit da viaggio per i nostri animali. Premetto che prima di utilizzare i farmaci del kit è sempre meglio per lo meno consultare telefonicamente il veterinario di fiducia per essere più sicuri su cosa somministrare e, se la situazione sembra davvero grave, non inventarsi medici ma cercarne uno nel nostro luogo di villeggiatura. Mettiamo nella nostra valigetta:
- Per medicare una ferita la pomata antibiotica cicatrizzante ( tipo Iruxol), un disinfettante (l’acqua ossigenata ve benissimo), delle garzine, una benda tipo Self-fix (sono quelle che appiccicano su se stesse ma non sul pelo), un rotolino di cerotto. Tutto questo materiale ovviamente può essere usato anche su di noi nel caso ci tagliassimo.
- Per fermare la diarrea dei buoni fermenti lattici (Florentero compresse: 1 compressa ogni 7 chili di peso 1 volta al giorno per 5-6 giorni), un antibiotico per l’intestino nel caso i fermenti non fossero sufficienti (ad esempio lo Stomorgyl 10 per 10 chili di peso o il 20 per 20 chili, da somministrare 1 volta al giorno per 5 giorni- necessita di ricetta).
- Per altri problemi batterici come tosse, raffreddore, congiuntivite un antibiotico generico ad ampio spettro (come il Synulox 50 per 4 chili di peso, 250 fino a 20 chili, 500 fino a 40 chili, somministrati ogni 12 ore per 6 giorni- anch’essa necessita di ricetta).
- Per gli occhi in caso di sabbia o colpi d’aria un collirio antibiotico come il Colbiocin (1 goccia almeno tre volte al giorno per 7 giorni).
Se poi il vostro cane soffre di patologie ricorrenti come cistiti, otiti o altro non dimenticatevi dei farmaci che usate abitualmente e con l’augurio che tutto ciò non vi serva, vi auguro un buon viaggio!

Orsola Grignani

APP: “THE PETS DIARY”

Dunque, vediamo un pò: trasportino, ciotole, cibo, giochi, copertina da viaggio, goccie per le orecchie e gli occhi, disinfettante, antibiotici… cosa manca… ah già, l’advantix contro pulci e zecche, guinzaglio, pettorina… perfetto! Uh, mancano le cose più importanti: passaporto e libretto sanitario….. diamo un’occhiata se tutto è in ord…. cavolo il vaccino !!!!!!!
Fra esattamente un mese vado in vacanza, ho preparato ogni singola cosa e ORA mi accorgo di non aver rinnovato il vaccino antirabbica. Seguono 2 minuti di apatia fissando il libretto e la data dell’ultimo vaccino… Fabienne svegliaaaa, fai qulacosa! Giusto, devo fare qualcosa… chiamo al volo la veterinaria e prendo appuntamento il giorno stesso. Grazie al cielo per questa volta mi è andata bene perchè, per poter viaggiare in un’altro paese con il proprio cane, l’antirabbica può essere fatta anche 1 mese prima della partenza! Fiuhhhh…. per un pelo non rischiavo di rovinare la vacanza a tutti!
Ma la cosa più preoccupante è che non è la prima volta che mi succede…… si, lo so, è terribile e bisogna trovare una soluzione… Vado su internet e digito la parola chiave: reminder vaccini e… Trovata! Si chiama “The Pets Diary” e consente di tenere un vero e proprio diario su smartphone; puoi segnare le vaccinazioni sul calendario e automaticamente lo smartphone ti ricorderà la scadenza. Addio risvegli horror aprendo il libretto sanitario!
La scarico subito e scopro che si possono memorizzare anche appunti sulla crescita e sulla salute del proprio cane e segnare tutte le visite veterinarie in modo da avere tutte le informazioni non solo sul libretto cartaceo, ma anche in digitale. Grazie alla possibilità di fare il backup, inoltre, si possono inviare i dati via mail al proprio indirizzo! La app in italiano è disponibile sull’iTunes Store a 0,79 centesimi.
…. Mi è venuto in mente che manca la crema solare per cani….vado subito ad ordinarla!

Buona giornata a tutti amici!

LE RISPOSTE DI ORSOLA.

Buona sera a tutti!
Leggendo il racconto della piccola Viola, ho deciso di scrivervi per darvi qualche precisazione in più dal punto di vista medico… purtroppo le informazioni a riguardo, come ha scritto Viola, sono ben poche, ma spero possa essere d’aiuto!
La sindrome della testa tremula o STT, tipica dei brachicefali, è una patologia estremamente rara. E’ una malattia idiopatica (nel senso che non ha una causa specifica), e non è scientificamente provato che sia dovuta ad una carenza di calcio. Il mio consiglio è, se si verifica una crisi, di portare il cane dal veterinario così che possa visitare il cane, valutare gli elettroliti (sodio, potassio e cloro) e controllare la calcemia e la glicemia. Bisogna infatti escludere le altre cause di tremori e le patologie con cui bisogna fare diagnosi differenziale possono essere: ipocalcemie (ad es. post partum), ipoglicemie per svariate cause, crisi epilettiche parziali ed altre ancora. Sarebbe molto utile riuscire a portare un filmato del cane durante la crisi così da facilitare il veterinario nella diagnosi.

Orsola Grignani