L’IMPORTANZA DI AVERE UNA CODA.

Chi ha un amico con la coda avrà senz’altro notato che con la coda i cani ci dicono davvero tanto, ma sapete davvero tutto? Ad esempio: è’ noto a tutti che un cane spaventato mette la codina tra le zampe e copre l’area genitale ma sapete il perché di questa mossa? Il motivo è plurimo: innanzitutto in questo modo visibilmente il cane si rimpicciolisce e denota quindi una posizione sociale di basso rango comunicando ai presenti che non è certo una minaccia, in secondo luogo, così facendo copre le ghiandole perianali, poste ai lati dell’ano, che forniscono al prossimo informazioni chimico-olfattive dettagliate sull’ individuo: è come se volesse annullare la propria presenza e passare inosservato. Esattamente al contrario un cane che invece pavoneggia una bella coda alta denota sicurezza ed è pertanto contento e determinato nel volersi far riconoscere in giro lasciando che il suo odore si sparga in giro dando notizia del suo arrivo!

Buona giornata,
Veronica Giuliani

LET’S FALL IN LOVE!


A prima vista, dopo qualche giorno, alla prima carezza: quando nasce l’amore fra cane e padrone? In realtà non esiste una vera risposta; è un momento soggettivo, solitamente sono i cani, nella loro innocenza, ad essere i più disponibili ad instaurare un rapporto con noi e quindi il punto è: quando noi “umani” apriamo il cuore a quelle palle pelose? Alcuni raccontano “È lui che ha scelto me”, altri riferiscono che “odiavano i cani, ma poi è capitato lui e…”, e così ci si ritrova con la vita stravolta dal quattro zampe: la sua foto nel cellulare, i peli sul divano, i biscottini nelle tasche e la macchina station wagon!
Pur decidendo di adottare un animale con l’obiettivo di scambiarsi affetto, non è così scontato il momento in cui sorgerà il legame di attaccamento, che può essere immediato o può richiedere anche qualche mese; giusto il tempo di studiarsi e capirsi. Tuttavia, di solito lo ricordiamo come una fotografia, il flash di un momento: quello in cui incontriamo gli occhi del nostro amico e tutto ci è chiaro: siamo una coppia! Ci ritroviamo a passeggiare con lui, a condividere gioie e dolori, a presentargli la nostra fidanzata sperando che gli piaccia, a cucinare un pò di più perché dobbiamo condividere tutto, e se qualcuno ci dice “È solo un animale”. Guai. Lui non è “solo un animale”: è un membro della famiglia, l’amico più leale che abbiamo mai avuto.
Qual è l’età ideale per condividere la propria vita con un cane? Non esiste un’età giusta: quanti ricordano con le lacrime agli occhi il compagno di giochi della loro infanzia? E quanti ruvidi  uomini in carriera si sciolgono davanti allo sguardo del loro cane? E dimentichiamo le schiere di vecchietti che passeggiano al parco con i loro cani viziandoli con ogni tipo di leccornia (cosa che risulta evidente  osservando la silhouette stile dirigibile di questi cagnolini)? Ma possiamo dire che qualcuna di queste coppie sia sbagliata? NO. L’amore può arrivare a qualsiasi età. Il rapporto con un cane si può instaurare in tutte le fasi della nostra vita, così come della sua, e sfatiamo il mito che un cucciolo si affeziona di più di un cane adulto; semplicemente i cuccioli cercano affetto, coccole e protezione, gli adolescenti vogliono giocare,  gli adulti cercano un compagno di viaggio. È come una promessa: “Ci prenderemo cura l’uno dell’altro, reciprocamente, finché morte non ci separi”. È un momento magico, pochi secondi che riempiono il sorriso del padrone che lo racconta, parlando dell’incontro con il suo cane.   Quella stessa promessa che feci io stessa alla mia palla di pelo gialla quando era ancora una “pallina”  tremolante, sotto la mia scrivania, terrorizzato da tutto e da tutti: “tranquillo piccolo, io e te saremo insieme per sempre. IO e TE”.

Così migliaia d’anni fa, in un bosco, un cucciolo d’uomo incontrò un cucciolo di lupo, giocarono insieme, ed il piccolo uomo portò il suo nuovo amico all’accampamento umano: scoccò la scintilla. Da quella sera i due divennero inseparabili e la mamma del bambino vide, esterefatta, il figlio dormire accanto ad un lupo, crescere ed andare a caccia con lui.
Come una cosa sola, uniti per sempre. L’uomo ed il lupo, uno al fianco dell’altro, nel gioco, nella guardia, nella vita…

Veronica Giuliani

FRIEND IS A FOUR LETTER WORD

Decidere di condividere la propria vita con un compagno a quattro zampe è certamente una scelta che implica un alto tasso di responsabilità: la responsabilità di un altro essere vivente, della sua vita, della sua felicità e del suo benessere. Non è una opzione da sottovalutare e per questo prima di fare il grande passo è importante essere certi di poter soddisfare ogni sua esigenza, presente e futura!
Spesso, parlando di cani da salvare o da adottare, capita che, con ogni migliore proposito mi dicano “ un cane del canile chiede solo tanto amore” o “un cucciolo vuole solo tante coccole” e ahi ahi ecco che qui casca l’asino!!!
Forse, dipende da cosa una persona intende per “amore” ma coccole, pucci pucci e biscottini servono a poco quando si ignorano le esigenze etologiche dell’animale e quindi il primo passo da fare per chi si accinge a portare a casa un nuovo amico è senz’altro DOCUMENTARSI ed essere certi di poter soddisfare tutti i suoi bisogni, senza sottovalutarli!
Innanzi tutto è bene prendere coscienza del fatto che per far vivere bene un animale dobbiamo riconoscere le sue specifiche esigenze: un cane deve fare una vita da cane e seppur affettivamente assimilato alla persona non deve essere confuso con un umano il che comprometterebbe la sua felicità.
La vita e le necessità di un quattro zampe vanno ben al di là di pappa, acqua, cuccia e coccole: il cane deve poter realizzarsi come cane e quindi relazionarsi con i suoi simili, annusare i segnali chimici di questi ultimi e poterne rilasciare di propri, deve poter giocare con noi e con gli altri cani, deve fare lunghe passeggiate ogni giorno, vedere persone, cani ed altri animali, esplorare il mondo in compagnia del suo umano.
Inoltre,ogni cane, che provenga da un canile o da un allevamento, deve essere educato perché solo così imparerà il corretto modo di relazionarsi nell’ambiente umano e aprirà un canale comunicativo molto importante che gli consentirà di sapersi esprimere ed a sua volta di essere compreso.
Quando scegliamo un cane è importante innanzitutto prestare attenzione al tipo di cane, alla razza o al presunto mix di razze presenti nel suo DNA perché questi elementi ci indicheranno quali sono le sue possibili predisposizioni, con forti indizi sul possibile carattere e sulle future esigenze, dandoci la possibilità di valutare se combacino con il nostro stile di vita: non c’è peggior connubio di un padrone pantofolaio con un cane super attivo!!!
In secondo luogo è bene considerare che, per il benessere del cane oltre che per la vostra serenità, cani vissuti a lungo in situazioni di deprivazione, isolati e lontani dal contatto umano, potrebbero avere serie difficoltà ad adattarsi alla vita di città sommersa da rumori, odori, oggetti misteriosi e fiumi di persone. Il cane non può scegliere ma voi si, ed obbligarlo a vivere in un ambiente estremamente stressante non è il suo bene, anzi (soprattutto qualora si tratti di cani dalla tempra bassa o particolarmente timidi).
E’ importante considerare anche il tempo che possiamo dedicare al nostro amico: il cane è un animale sociale e confinarlo a casa o in giardino da solo tutto il giorno lo potrebbe portare a sviluppare depressione o altri problemi comportamentali legati alla noia parecchio fastidiosi sia per voi che quand’anche per i vicini di casa.
C’è un ulteriore fattore da tenere in considerazione. Anche se potrebbe sembrare assurdo, ma non poche persone, decidono di adottare un cane dal canile, pensando di risparmiare soldi. Non considerano affatto i costi che dovranno affrontare come vaccinazioni, medicine, educazione, pappa e cure quotidiane, che soccomobono a volte anche di più per cani compromessi da situazioni passate. Certamente vi può andare di lusso ed il cane può essere perfetto sia dal punto di vista caratteriale che fisico ma non dovete mai escludere che nella vita di un cane possano intervenire malattie e problemi che richiedano un grande esborso di denaro. Questo lo dico, perchè spesso mi sono trovata di fronte adottanti che sgranano gli occhi di fronte a questi costi perchè non li avevano proprio tenuri in considerazione.
Adottare un cane del canile è un gesto meraviglioso ma non adottatelo perché è gratis, adottatelo per essere felici insieme, perché per esserlo siete disposti a tutto, e riceverete in cambio la più grande soddisfazione che solo l’amore sa regalare!!

Veronica Giuliani

QUANDO IL CANE HA PAURA DI TUTTO


Quanto conta l’esperienza nella vita di un cane?
Non mi stancherò mai di ripeterlo: l’esperienza nella vita di un cane è FONDAMENTALE. Trascorrere del tempo con il nostro cane ci permette di renderlo partecipe della nostra vita, di condividere con lui piacevoli momenti, di scoprire il suo modo di comunicare, di capirlo e soddisfare tutti i suoi bisogni evitando l’insorgenza di problemi comportamentali. Nella mia esperienza come istruttrice cinofila, allevatrice e studiosa del comportamento e della psicologia del cane, ogni giorno trovo conferma di quanto la socializzazione del cane, cucciolo o adulto,sia essenziale per il corretto sviluppo delle sue capacità psico-fisiche ed emerge infatti evidente la differenza tra cani che hanno potuto godere di una forte socializzazione rispetto ai soggetti che hanno vissuto in condizioni più isolate. Pur andando a valutare soggetti aventi le medesime promesse genetiche, figli degli stessi genitori, appartenenti alla medesima o a diverse cucciolate, ci rendiamo subito conto che i cuccioli che hanno avuto un maggior contatto sociale, stimolazioni ed occasioni di vedere, sentire e curiosare sono marcatamente più intelligenti, più estroversi, socievoli ed intelligenti rispetti a quelli che non hanno avuto tali attenzioni.
Le esperienze maturate dal cane agiscono direttamente a livello cerebrale sulla sua rete neurale aumentandone notevolmente i collegamenti e la capacità e rendendo così l’animale più intelligente, sveglio, comunicativo e resistente.
Spesso vengo interpellata da neo cinofili disperati perché il loro cagnolino sembra aver paura di tutto ed il più delle volte ipotizzano che il cane abbia vissuto un passato di maltrattamenti e di sevizie. In realtà, nel 99% dei casi, questi cani non hanno subito alcuna violenza se non quella di rimanere isolati ed in condizioni di deprivazioni nelle prime fasi di vita: è questo che rende i cani paurosi,schivi e diffidenti verso l’uomo e verso il contesto sociale.
Vi è soluzione ad una mancata socializzazione?? Nella stragrande maggioranza dei casi si, anche se nei cani adulti e più maturi ci può essere qualche difficoltà in più: la ricetta comprende attivazione mentale, priopercezione, gioco e tanta socializzazione intra ed inter specifica, il tutto condito con costanza e competenza.
A chi rivolgersi in questi casi? Un istruttore esperto in rieducazione comportamentale saprà certamente stendere con voi un programma di recupero dandovi le indicazioni giuste su come muovervi e come comunicare nella maniera corretta con il vostro quattro zampe ed in breve otterrete grandi risultati ed il piacere di avere un cane felice, sereno e sicuro!!

LA PARAGILITY


Come sappiamo, i nostri amici cani sono sempre pronti ad impegnarsi al fianco del loro compagno umano, a condividere gioie, emozioni e a renderlo felice in ogni modo. Le attività cinofile sono ormai innumerevoli e vedono i binomi cane-conduttore impegnati nei modi più fantasiosi e stravaganti al di là delle classiche esposizioni e gare di obbedienza.
Una nuovissima attività, che si sta lentamente diffondendo nel nostro Paese è la ParAgility: una disciplina sportiva praticata da cani e disabili insieme che, pur non rientrando tra le classiche attività di pet therapy presenta una notevole valenza terapeutica offrendo indimenticabili emozioni e grandi soddisfazioni. Come tutti sappiamo l’agility diffusa ormai in tutto il mondo è una disciplina che prende spunto dall’ippica e consiste in un percorso di ostacoli misti che il cane , sotto le indicazioni del conduttore, deve affrontare nel minor tempo e con la maggior precisione possibile. Ne deriva che conduttore può essere chiunque:adulto, bambino, abile o disabile che sia.
Pertanto, una disciplina che secondo il senso comune sembra indirizzarsi solo a persone normodotate se non addirittura “agili” risulta invece perfettamente praticabile anche da persone con difficoltà motorie.
Oggi, numerosi campi d’addestramento e club cinofili organizzano corsi per la preparazione di ParAgility che viene poi coronata da manifestazioni, gare e campionati sia di agility che di ParAgility (anche a livello mondiale), a cui il binomio potrà indistintamente partecipare.
E’ importante sottolineare che stante la grande valenza a livello di benefit psico-fisico e l’assenza di controindicazioni, la ParAgility è uno sport e non si tratta di una terapia: l’attiva collaborazione con il pet dona allegria, serenità, rinforza autostima e motivazione e soprattutto permette di disegnare quel profondo legame empatico cane/padrone che solo chi ama il proprio cane può raggiungere.
Chi può partecipare?
Tutti!! Con il proprio cane, grande o piccino che sia, di razza o meno, purchè dotato di scioltezza nei movimenti, buona salute e di un minimo di educazione di base. I cani più portati rimangono ovviamente le razze prettamente da lavoro come border collie, pastori belga malinois, jack russell terrier, shetland e schanuzer.
E’ curioso sottolineare che alcuni centri cinofili mettono a disposizione i cani già addestrati dagli istruttori per dare la possibilità a chi non avesse un proprio quattro zampe di provare questa bellissima disciplina.
Purtroppo in Italia i binomi effettivamente attivi sono pochi e la diffusione della ParAgility è ancora molto scarsa proprio per la scarsa conoscenza di tali attività. Ci auguriamo che quest’articola possa contribuire ad aprirle la strada permettendo a tutti di godere delle fortissime emozioni che solo un quattro zampe ci può dare!!!

Veronica Giuliani

QUANDO IL CANE CI FA LE FESTE…

…alias ti travolge in casa.
Per il cane correre incontro ad una persona amica e saltargli addosso riempendolo di baci e leccatine è un modo per esprimere la felicità di quell’incontro ed infatti questa pratica è comunemente definita “fare le feste”. Tuttavia avere un cane, delle volte anche di grossa taglia, che ci rimbalza addosso come una pallina da tennis graffiandoci e sporcandoci i vestiti non è poi sempre così simpatico, soprattutto se è la volta che indossiamo abiti costosi od eleganti.
Ma come fare ad evitare che il nostro amico distrugga noi ed i nostri ospiti ogni volta che varchiamo la soglia di casa?
Il primo passo è sicuramente non gridare (evitando così di aumentare l’eccitazione del cane che è già a 1000 per il nostro rientro), non accarezzarlo e non guardarlo mentre ci assale: deve trovare un muro e capire che la sua azione non porta ad alcun risultato se non al nostro girarci di spalle ogni volta che salta. Una volta che il cane avrà smesso di saltare come un pazzo e rimarrà inebetito dal nostro atteggiamento lo chiameremo verso di noi con calma e solo fin che avrà tutte e quattro le zampe ben poggiate a terra allora lo accarezzeremo sul petto o sul fianco (evitando pacchette amichevoli che riecciterebbero il cane) e manifesteremo anche noi il piacere del ricongiungimento.
Più è consolidato il comportamento e più a lungo il vostro cane insisterà fino a capire poi che la maniera migliore per ottenere coccole ed attenzioni è proprio quella di rimanere tranquilli.
Una valida alternativa, che potrete sperimentare se avete un cane ben educato è quella di anticipare i suoi salti chiedendogli di sedersi e premiandolo e lodandolo solo quando avrà eseguito il comando.
Auguro a tutti un buon rientro a casa!!!

Veronica, Dog trainer

INSEGNARGLI AD AMARE L’ACQUA


Da “mamma” di due belve a quattro zampe, posso dirvi che una delle cose che più mi riempie il cuore è vederli nuotare: la gioia nei loro occhi appena vedono l’acqua, i super tuffi per prendere la pallina bagnati fradici ma con il sorriso sul muso e un che di selvatico; una vera soddisfazione. Dicono che: “tutti i cani sanno nuotare”. È vero, il meccanismo è se vogliamo naturale (quando appoggiate un cane anche appena sopra il livello dell’acqua questo inizia a sgambettare), ma è anche vero che per diventare “pesce-cane” ci vuole un pò di pratica ed un minimo d’attitudine. Non tutti i cani si trovano a loro agio nel bagnato; alcuni sono addirittura infastiditi, ma la maggior parte adora l’acqua perchè li fa ritornare cuccioli ed è inoltre un fantastico esercizio fisico che permette al cane di rafforzare la muscolatura senza stressare le articolazioni. È ideale sia per i giovani che devono “farsi il fisico” sia per i vecchietti che hanno bisogno di sgranchire un pò le ossa.
Per iniziare ecco qualche piccola accortezza:
1- fate nuotare il vostro amico dove l’acqua è calma in modo che non sia pericoloso e che non si spaventi.
2- Prima di far entrare il cane in acqua controllate che vi sia un punto in cui il cane può agevolmente risalire all’asciutto; se siete in barca, considerate il peso dell’animale bagnato in previsione di quando dovrete issarlo a bordo (in questo caso è meglio far indossare al cane un giubbotto salvagente che vi renderà il compito più facile, grazie anche alla maniglia che calibra esattamente il peso dell’animale).
4- Fate trascorrere almeno tre ore rispetto all’ultimo pasto del cane.
5- Nuotare è tanto divertente quanto faticoso (10 minuti di nuoto corrispondono circa ad una mezz’ora di corsa), tuttavia molti cani non danno evidenti segni di stanchezza finché non crollano: prestate quindi attenzione voi a quanto il vostro amico sta in acqua, partendo magari da una ventina di minuti per i più giovincelli ed una decina per i vecchietti. Progressivamente aumentate un pò i tempi, ma senza esagerare! Meglio non superare i 40 minuti di gioco continuato.
6- Utilizzate giochi galleggianti e ben visibili, e non tirate più di un gioco per volta in modo che il cane si focalizzi su un oggetto soltanto e non rischi di annegare per tentare di prendere troppe cose che non riesce poi a riportare.
7- Dopo l’attività, abbiate cura di asciugare bene il cane, soprattutto zampe, gola e orecchie.
Ma come s’insegna al cane a nuotare? Abbiamo detto che il meccanismo c’è già, tuttavia il vostro amico potrebbe non essere molto marino oppure essere un pò intimorito da ciò che non conosce, pertanto è necessario fargli capire che voi in acqua siete al sicuro e vi divertite tantissimo; che in acqua si può giocare insieme e poi chissà magari capirà che fa anche più fresco!?! Nuotare con il proprio cane è una bellissima esperienza, ma è necessario procedere nel modo corretto; non forzatelo mai, non buttatelo in acqua, potreste spaventarlo e pregiudicare poi la sua voglia di imparare, minando inoltre la fiducia in voi. Iniziate a giocare con lui sulla riva; agitatelo, gasatelo intrattenendolo con un gioco ben visibile e soprattutto galleggiante, fate pochi passi in acqua (fino a dove il cane tocca) ed incoraggiatelo ad entrare! Nel momento in cui vi raggiunge lasciate il gioco a pochi centimetri da lui in modo che lo possa facilmente prendere e complimentatevi quando ci riesce. Pian piano spostatevi più al largo dove il cane non toccherà con le zampe; ricordatevi che voi siete il suo porto sicuro quindi rimanetegli sempre vicino e dategli il tempo di prendere sicurezza con quella strana sensazione di “galleggiare”! Incentivatelo quindi a raggiungere il suo gioco aumentando gradualmente la distanza in modo che il quadrupede in versione “papera” debba fare sempre un pezzettino di strada in più! Non esagerate o prenderà paura: non andrà a prendere il gioco, ci dovrete andare voi, vi arrabbierete e rovinerete tutto!! Con un pò di pratica il cane imparerà a nuotare in posizione orizzontale, non schizzerà più l’acqua con le zampe anteriori, sarà più sicuro e veloce: vi assicuro che farete fatica a farlo uscire dall’acqua!

Veronica Giuliani

THOR – MEMORIE DI UN EX COMBATTENTE


Thor. In memoria del figlio di Odino, Re degli dei, questo è il nome del protagonista di oggi, il rosso amstaff, dal pelo lucente ed i muscoli possenti, recuperato anni or sono dal triste circolo dei combattimenti clandestini.
Seppur il carattere di emergenza zoo mafiosa della cinomachia sia calato negli ultimi dieci anni, diminuendo le manifestazioni più plateali, il fenomeno non ha certo perso la sua pericolosità e si stima che nel 2012 siano stati 5000 i cani vittime di combattimenti. E’ stato accertato in sede giudiziale che, per le attività connesse a tali reati, restino privilegiate alcune aree quali alcune province del Sud Italia e la zona adriatica, seppur non si possa relegare la gestione di tale criminalità a determinati gruppi etnici.
Ne 2001 Thor fu sequestrato presso un campo rom, in Lombardia, dove viveva a catena con la sua compagna, Eva, unico cane di cui per anni ha tollerato la presenza, compagna di sventura, avventura e dolori, entrambe segnati dalle cicatrici, memorie delle battaglie vissute.
Fu chiesto a Gianluca Moramarco, appassionato di molossoidi, titolare dell’omonimo centro cinofilo/allevamento “Moramarco”, di occuparsi di questi due cani, riabilitarli, socializzarli e renderli di nuovo “cani” e non mere macchine da guerra strumentalizzate dall’uomo.
Così, attraverso un percorso di desensibilizzazione, risocializzazione ed il giusto compromesso tra amore e regole, Gianluca, è riuscito ad ottenere notevoli risultati, anzi, è riuscito a donare felicità, amore e serenità a due anime date per spacciate.
Così Eva e Thor sono rinati, sempre insieme, hanno imparato a conoscere il mondo, a non avercela con l’universo ed a tollerare situazioni e stimoli differenti, diventando cani gioiosi, stupendi con gli umani e decisamente molto più accondiscendenti con gli altri cani.

Ed è proprio stato Thor il grande successo di Gianluca: il brutale cagnaccio dal cuore d’oro che ha abbandonato le arene per aiutare i bambini disabili, è entrato nelle aule dove ha lavorato come pet in un programma di terapia a sostegno di chi, meno fortunato proprio come lui, aveva bisogno di una mano per trovare il proprio mondo.
Grazie alla sua forza e alla sua potenza è diventato donatore di sangue e qui il paradosso: il cane da combattimento che non uccide gli altri cani ma anzi, li salva!!!
Thor, cane che, nella memoria di chi lo ha vissuto all’origine, era assolutamente intollerante verso qualsiasi altra forma di vita animale, ora dorme sul lettone abbracciato ad un jack russell terrier che gli tira le orecchie ed è persino diventato famoso girando uno spot progresso contro i combattimenti clandestini, con l’ENPA:

 

 

E così il destino ha trasformato la sua lotta nell’unica possibile: quella contro chi sfrutta gli animali!!!
Orbene, se la domanda che spesso ci poniamo è se sia possibile recuperare cani macchiati nella memoria da forti traumi, abusi, violenze ed addirittura portati a uccidere per sopravvivere, dobbiamo risponderci di si. Sicuramente non sarà facile, non ci sarà sempre lo stesso successo ma competenza, amore, dedizione e fiducia possono fare il miracolo.
Grazie a Gianluca e bravi Thor ed Eva…un esempio per tutti.

Veronica Giuliani

UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE

Quest’anno la Pasqua mi ha riservato una sorpresa davvero speciale ed è così che sono venuti al mondo i tanto attesi cuccioli di Bhina e Oliver.
Era ormai una settimana che attendevamo il lieto evento, pronti ad un eventuale anticipo della data X dovuto al cambio della luna che, come gli anziani sanno, gioca brutti scherzi in materia!
E’ stato davvero magico ed ancora una volta è stato un cane ad insegnarmi dei valori così importanti come l’amore e la dedizione per la propria prole – amore difficile da trovare in un mondo corrotto e superficiale come quello umano dove non siamo lungi dall’apprendere di figli sballottati tra genitori in via di divorzio, madri che uccidono bambini, neonati nei cassonetti e chi più ne ha, più ne metta…!!
Tornando a noi, Bhina, “principessa”, è la sorella del mio Ben, anche lei una bellissima e dolcissima golden retriever di proprietà del mio fidanzato.
Due mesi fa or sono, la nostra Bhinetta si è innamorata di Oregon Welsea’s – per gli amici Oliver – cavalier dal fulgido mantello e lanciatissimo dog dancer, in pratica un John Travolta canino!
E così, festeggiate le nozze, eravamo tutti sul chi va là giocando al toto scommesse e cercando di indovinare data e numero dei cuccioli e la neo mamma non ci ha certo delusi con dieci piccoli angeli biondi (7 maschietti e 3 femminucce), che ancora non mi sento di chiamare canaglie perché sono così santiiii che proprio non si può fare!!
Alle 14,30 del giorno di Pasqua è iniziato il parto ed è stato così veloce che grosso modo in un pomeriggio la famiglia era al completo! Il primo nato o meglio nata – perché è una femmina- è stata una cucciola cicciotta dal mantello chiaro a cui evidentemente la location iniziava a stare stretta e poi via di seguito gli altri ad intervalli di circa 20 minuti.
La prima cosa che mi ha colpita profondamente è stato vedere un cane così gioioso…la guardavo che abbracciava la sua prima cucciola cicciona ed era così felice, così serena…mi sorrideva come per dire “hai visto, hai visto?!?”…felicità: questa è la parola giusta!
Poi, la meticolosità e la precisione con cui apriva la placenta, recideva il cordone ombelicale e stimolava i cuccioli alla respirazione…MAGIA!!! (E pensare che noi donne gridiamo come aquile con un equipe di medici intorno)
Noi ovviamente, muniti di guanti in lattice, calzari sterili ed ogni accortezza, eravamo pronti ad intervenire qualora qualcosa fosse andato per il verso sbagliato ma per fortuna non ce n’è stato bisogno e nonostante una rapida ansia per il quarto cucciolo, nato podalico, che ha avuto qualche piccola difficoltà in più, è andato tutto benissimo e la mamma è stata SUPER!!! Brava Bhina!!! BRAVA!!
Ma lo sapete che ogni volta che la mamma si allontana – ok, allontanarsi è un parolone…corre a fare i suoi bisogni e torna – poi, conta i cuccioli???? …così: una nasatina a uno, una all’altro e via finchè non ha appurato che ci sono tutti!!!!
…è stato così bello vedere tanto amore…posso dire che è stata la Pasqua più bella della mia vita…
Non mi resta che dire ancora grazie Bhina e grazie Oliver, siete speciali…OTTIMO LAVORO!!!

Veronica Giuliani

REGOLE DA PARCO.

Oggigiorno, sulla scia d’oltreoceano, sono sempre più diffuse anche nelle cittadine italiane le “cosiddette” aree cani.
Aree immerse nel verde, dedicate ai nostri amici a quattro zampe, dove possono correre, giocare e divertirsi insieme. Con l’evoluzione dei tempi non abbiamo, quindi, solo le aree giochi per i bambini ma, anche, quelle per cani!
Ottima location di contatto sociale per quadrupedi e non: si stima che il 94% delle persone che frequentano un parco con il proprio cane parlino tra loro e stringano amicizie contro il solo 6% degli umani “soli”.
Tuttavia per poter frequentare i giardini in maniera serena e piacevole per tutti è bene attenersi a qualche piccola “regola”:
- Osservare i cani già presenti dentro l’area prima di accedervi e informarsi con i proprietari circa la possibile compatibilità tra gli animali.
- Non entrare in area cani con cani aggressivi.
- Non entrare nell’area cani se il vostro cane è in calore. Difatti, tale condizione, può non solo farvi portare a casa la “cicogna” ma altresì far sorgere pericolose incomprensioni tra i maschietti presenti.
- Non entrare in area cani con cani malati (tanto più se malati ed infettivi) o che per interventi o incidenti si muovono a fatica e con dolore.
- Lasciare immediatamente libero il cane appena varcato il cancelletto: il cane sarà così in grado di comunicare con i suoi simili senza sentirsi vincolato e stressato dalla stretta presenza del guinzaglio.
- Lasciare sempre indosso all’animale un collare od una pettorina, con tanto di medaglietta con nome e numero di telefono, in modo da poterlo acciuffare al volo e avere maggiori probabilità di ritrovarlo se si perdesse.
- Entrare sempre nel recinto insieme al proprio cane in modo da poter intervenire prontamente in caso di necessità, gestendo nella maniera corretta il cane: come si suol dire, “prevenire è meglio che curare”.
- Non introdurre palline o giochini se nell’area sono presenti altri cani. Il gioco ha sicuramente un grosso valore per molti cani ed è frequentemente motivo di lite. Lo stesso discorso vale per cibo e ciotole, soprattutto in presenza di cani sconosciuti.
- Se nell’area cani sono presenti bambini prestate sempre attenzione all’interazione con i cani (i genitori spesso non ci badano, il bambino combina un guaio e poi guarda un pò di chi è la colpa??? Del cane ovviamente!!! Quindi, attenzione!!!).

Bene,sembra una lista infinita! In realtà sono cose semplicissime e basilari ma che, nella loro semplicità possono scongiurare brutti episodi e problemi!
Buon parco a tutti,

Veronica Giuliani

Photo credit: LittleFriendsPhoto