LES JEUX SONT FAITS (RIEN NE VA PLUS).

La prossima volta che comprerete delle scarpe che in realtà sapevate di non potervi permettere, ma dovevate perchè erano cosi belle/perfette/proprio come le cercavate/in saldo, quindi sempre care ma meno di prima o semplicemente perfette per l’abito nuovo…. ( respiro profondo dopo questa lunga frase) non dovrete piu sentirvi in colpa perchè potrete utilizzare la scatola delle scarpe troppo care per fare un gioco super divertente per il vostro cane… si, sono conosciuta per i miei validi argomenti!;)
Scherzi a parte, costruire dei giocattoli per il proprio cane è molto divertente e piu’ economico di quanto si pensi e in più potrete sviluppare gli skills del vostro cane! Ecco alcune idee proposte da DOGS.
- LA SCATOLA DELLE SCARPE (QUELLE SCARPE…) 
Insegnate al vostro cane ad aprire una scatola:
1 passo: aprite la scatola, mettete dentro un biscottino e lasciate la scatola aperta per far prendere il biscotto al cane.
2 passo: rimettete un biscottino nella scatola, ma questa volta appoggiate sopra il coperchio in modo tale che il cane possa vedere il biscotto e possa facilmente spostare il coperchio. Ripetete piu’ volte riducendo sempre di piu l’apertura fino a che il coperchio non sarà completamente appoggiato sulla scatola.
3 passo: ora il cane imparera’ non solo a spostare il coperchio, ma anche a sollevarlo. Per fare questo alzate il coperchio da un angolo, in modo che il cane possa afferarlo con la bocca e fissate il cartone in modo che non scivoli! Buon lavoro!
- IL ROTOLO DELLE MERAVIGLIE 
Prendete uno di quei tubi di cartone rigido con un coperchio (io ho preso quello nel quale mi hanno consegnato la laurea… zan zan!), con un trapano oppure con un coltello fate un pò di buchi abbastanza grossi da far passare i croccantini. Ora togliete il coperchio e riempite il tubo con croccantini o biscottini e richudetelo. Il cane per ricevere i croccantini imparerà a dover fare rotolare il tubo e si divertirà tantissimo! Parola di chihuahua!
- IL GIOCO DEL DETETTIVO
Giocare al detettivo per un cane è come giocare in casa; ce l’ha proprio nel DNA, nel vero senso della parola.
Ma oltre a divertirsi, è anche una bellissima occasione per migliorare i loro sensi e aumentare la capacità di concentrazione.
Importante: durante questo gioco il cane deve sempre essere premiato con parole buone o biscottini, perchè il gioco deve essere divertente per il cane e lo deve assocciare unicamente a qualcosa di bello. Iniziamo…
Il set up:
- 10 piccoli vasetti di plastica con coperchio, per esempio quelli di yoghurt.
- 5 tipi di biscottini diversi, ma quelli che piacciono tanto a lui: per esempio, salsiccia di fegato, prosciutto cotto, tonno senza olio etc..
- riempite 5 vasetti con i vari premi ed etichettateli, gli altri 5 rimangono vuoti.
Obiettivo:
Allenare l’olfatto!
Svolgimento:
- Mettete 6 contenitori di plastica con coperchio (vasetti di yoghurt oppure anche delle tazze da te con sopra il piattino) uno di fianco all’altro. Metterete poi solo in uno di questi un premio (ad es. salsiccia).
- Fate sedere il vostro cane e fategli vedere un pezzo di salsiccia che tenete in mano. Fateglielo SOLO annusare! Ora avete l’attenzione del vostro cane e potete andare vicino ai contenitori e fare finta di mettere la salsiccia in uno di essi. Fate andare il cane vicino ai contenitori: troverà sicuramente quello con il premio e cercherà di aprirlo. Fategli subito i complimenti e aprite il contenitore per fargli prendere il premio.
- Ora fate di nuovo sedere il vostro cane, togliete il vasetto con la salsiccia e mettete dei biscotti in un’altro vasetto. Cambiate la disposizione dei contenitori, spostandoli magari con i piedi cosi da non lasciare impronte di salsiccia sui vasetti; fategli annusare i biscotti e fate di nuovo finta di metterli nei vasi!
Apprendimento:
Dopo pochi esercizi vedrete come il vostro cane:
- annuserà volentieri il premio sulla vostra mano senza provare a mangiarlo
- correrà subito verso i vasetti
- annuserà sistematicamente i vasetti
- svilupperà un suo modo per indicarvi il vasetto giusto
- imparerà, solo annusando, a capire cos’è il premio che lo aspetta!
Per i super detettivi:
Potete rendere il gioco più difficile inserendo nel gioco anche degli odori meno interessanti per il cane, come delle bustine di thè alla camomilla, caffe, o frutta. Quando il cane annuserà i vasetti, sceglierà sicuramente quello con il “vero” premio, ma registrerà l’odore di quello poco interessante e questo è come un piccolo allenamento.

E infine ancora un video con altri giochi fai da te, il video è in tedesco, ma vedrete che in realtà non serve traduzione perchè è molto intuitivo!
http://www.helpster.de/hundespielzeug-selber-machen_13297#video
Faccio solo un’annotazione sulla pallina da tennis con i biscotti: è importante che il taglio sia abbastanza grande, in modo che il gioco funzioni, altrimenti può essere molto frustrante per il cane!
Buon divertimento!!!!!

BAU TI PRESENTO MIAO!

“Cane e gatto”, amici – nemici da sempre, sono i pelosi sicuramente più presenti nelle nostre case.
Ci sono “tipi da gatto” e “amanti dei cani”, ma qualche volte c’è un dolce connubio per cui cane e gatto convivono felicemente sotto lo stesso tetto e addirittura giocano e dormono insieme, felici compagni di ogni giorno.
Sogno o realtà?
E’ assolutissimamente realtà e cominciamo subito a sfatare l’antico mito relativo ad una presunta ed agguerrita inimicizia tra le due specie. E’ vero che i cani sono canidi ed i gatti felini, e ciò comporta inevitabilmente due prospettive diverse nel rapportarsi con il mondo e nel comunicare con esso. Proprio questo misundersting a volte ci può indurre a pensare che cane e gatto siano nemici: d’altra parte mentre un cane che si avvicina con la coda ben dritta ci sta dicendo “Tu non sai chi sono io!”, un gatto con lo stesso atteggiamento ci dice “che piacere vederti!” e così pure un micio che frusta l’aria con la sua lunga coda ci avverte della sua irritazione mentre un cane che scodinzola ci comunica la sua eccitazione nel vederci. Sicuramente il parlare due lingue diverse genera delle incomprensioni che, se gestite male, sfociano in rissa ma non dobbiamo sottovalutare l’intelligenza dei nostri animali: come imparano a comunicare con noi e a sopportarci, tanto più è naturale che siano in grado di rapportarsi tra di loro!
Non c’è dubbio che ci siano razze di cani e razze di gatti più portate al dialogo interspecifico e ad andare d’accordo: certamente una grossa parte nella faccenda la gioca il discorso predazione, la quale più è alta e più rende difficile la cosa. Ad esempio un cane da caccia avrà più gioco nel rincorrere un gatto rispetto ad un bovaro; un sonnolento persiano sarà più tollerante di un astuto siamese. Ma passiamo al sodo della vicenda: si possono introdurre un cane e un gatto in una casa dove è già presente un rappresentante delle due specie? Certo! Armatevi di pazienza e determinazione e ricordate che siete voi a decidere chi ospitate in casa e non i vostri animali, pertanto partiamo subito con l’idea di non auto stressarci e metterci bene in testa che essere dolci va bene, ma farsi mettere i piedi in testa no. La situazione è più facile se uno dei due è un cucciolo ma non è impossibile far relazionare due soggetti adulti. Sulle prime è preferibile non mettere direttamente i due animali faccia a faccia ma consentirgli di percepire la rispettiva presenza tramite il loro odore (magari permettendogli di annusare una copertina su cui hanno dormito). In un secondo momento si potrà fare un primo passo avvicinando il gatto al cane dentro ad un trasportino disposto al centro di una stanza di modo che sia annusabile a 360° senza la possibilità di avere un contatto diretto. Non date troppe attenzioni alla situazione: finchè il gatto è dentro al trasportino non può accadere nulla di brutto quindi, rilassatevi e, se vedete che il cane insiste troppo nei confronti del gatto, non sgridatelo ma armatevi di bocconcini e chiamatelo altrove. Quando il cane sarà sereno e presterà meno attenzioni al trasportino, potrete aprirne la porticina ma ricordatevi sempre di non agitarvi e di non spaventarvi: il vostro stress potrebbe dare indicazioni negative agli animali. Piano piano il gatto uscirà dalla sua tana e con i loro tempi e la vostra supervisione i due avranno tutto il tempo di conoscersi e diventare super amici, costruendo una nuova routine a due!
Buona settimana a tutti,

Veronica Giuliani

TUTTI GIU’ PER TERRA!

Giro Giro Tondo Casca il Mondo Casca la terra, tutti giù per TERRA!!

Bello vedere i cani del tavolo a fianco a terra composti mentre i padroni cenano, vero? E come insegnarglielo? Non è nulla di impossibile, la ricetta è sempre armarsi di pazienza, costanza, fermezza e premietti!
Pronti? Iniziamo dunque ad insegnare al nostro amico a mettersi a terra:
1. Inducete il cane a mettersi seduto e inginocchiatevi di fronte al cane lasciando la distanza sufficiente da permettere al cane di allungarsi verso di voi;
2. Portate la mano con il bocconcino sotto il muso del cane e piano piano scendete verticalmente verso terra facendovi seguire dal nasone sia in avanti sia verso il basso.
3. Quando il muso del vostro amico arriva a toccare il pavimento, fate scorrere la mano sul pavimento portandola verso di voi così che il cane si allunghi nella posizione desiderata.
4. Quando il cane giunge a terra poggiando i gomiti al suolo, premiatelo con un bravo e subito aprite la mano con il bocconcino!
5. Eseguite il tutto dapprima senza parole, impostando l’esercizio come una semplice ginnastica e nel momento in cui il tutto viene eseguito con dolcezza aggiungete il comando “terra”!

Buon we a tutti,
Veronica Giuliani

Talent: Doyle

L’IMPORTANZA DI AVERE UNA CODA.

Molteplici sono le discussioni legate all’opportunità di operare tagli di coda ed orecchie sui cani.
Le ragioni iniziali di tali amputazioni si ravvisano non tanto nella mera estetica, quanto alla funzione per cui era stata creata la singola razza: ad esempio, nei cani da guardia e da combattimento, la coda forniva all’avversario un valido appiglio e diventava così un punto di svantaggio per l’animale.
Ad oggi, questo espediente “funzionale” sembra aver completamente perso di significato dato che i nostri amici per lo più vivono tranquillamente in casa al nostro fianco ed anzi, ne emergono tutti gli svantaggi: un cane con la coda tagliata è ad esempio meno abile dal punto di vista fisico e comunicativo.
Perchè i cani hanno la coda? Probabilmente la funzione originale della coda è quella di consentire al cane di stare in equilibrio: quando il cane corre e deve improvvisamente svoltare, usa la coda come una sorta di timone che gli consente di prendere la direzione giusta senza perdere velocità e ancora, in caso di superfici strette o scivolose, l’inclinazione della stessa gli consente di mantenere un’andatura dritta e quindi un equilibrio.
Un’altra importantissima funzione è quella legata all’aspetto comunicativo: la coda infatti ci fornisce una serie di informazioni sullo stato emotivo, sociale e sulle intenzioni del cane.
È comune pensare “il cane scodinzola, quindi è contento.”Affermazione delle più errate, un pò come “can che abbaia non morde”.
Lo scodinzolio del cane non segnala soltanto un’emozione, ma prima di tutto segnala eccitazione!
Per capire quale sentimento anima la coda (paura, rabbia, felicità) dobbiamo esaminarne la posizione; pertanto tenete bene a mente che per capire cosa ci sta dicendo il nostro cane con la “questione coda”, dobbiamo analizzarne due aspetti: la posizione ed il movimento!
In genere, prendendo la questione per sommi capi, possiamo dire che quanto più la coda si alza verso la posizione verticale, tanto più ci troveremo di fronte ad un contesto legato ad una forma di sicurezza sociale con cui il cane intende dire “IO SONO”!
Sul fronte opposto invece, più la coda è bassa e rasenta le zampe del cane (fino addirittura a coprirne i genitali), più ci troveremo in una situazione in cui l’animale manifesta paura, timidezza estrema, sottomissione.
Madre natura senz’altro li aiuta; ecco perché ad esempio nei cani selvatici e nei lupi troviamo delle code folte, belle evidenti e, talvolta, con punte chiare (che funzionano come bandierine). Anche il colore del dorso della coda è spesso più scuro in modo che il messaggio più importante sia ben evidenziato. Questi sono tutti piccoli accorgimenti che la natura ha adottato per facilitare la comunicazione ed evitare spiacevoli e pericolosi fraintendimenti!
Vi lascio con qualche trucco per imparare a leggere ed interpretare i “messaggi della coda”:
- se è dritta e verticale indica una certa tensione;
- se lo scodinzolio è ampio e la coda di tre quarti verso l’alto il significato è amichevole;
- se lo scodinzolio è a mezz’aria con coda portata orizzontale e con oscillazioni tanto estese da toccare i fianchi dell’animale, il messaggio è senz’altro positivo e si rinviene nell’incontro con una persona speciale o con un cane molto amico;
- Se la coda è portata bassissima tra le zampe ed il cane è tutto incurvato su se stesso, abbiamo un chiaro messaggio di paura e sottomissione.
Buona giornata a tutti,

Veronica Giuliani

RE: LA VITA VE PRESA DI PETTORINA!

Qualche giorno fa un nostro lettore ha lasciato un commento interessante riguardante l’articolo “LA VITA VA PRESA DI PETTORINA”, e noi non potevamo non rendervi partecipi!
Buona lettura, le lovedogbloggers.

Bell’articolo. Concordo sul fatto che bisogna assolutamente evitare i collari a strozzo. Sono dannosi e francamente poco efficaci. Guardiamo un po’ il perché:
- Il loro principio di funzionamento sembra semplice ma è sbagliato!
-Il cane tira, lo punisco.
-Il cane tira, lo punisco.
-Il cane impara che se tira viene punito, e quindi non tira..
…ehm, in realtà, non funziona!!!

Il cane impara che quando tira al guinzaglio il collare si stringe e quindi si preparerà alla morsa irrigidendo i muscoli di collo e spalle per diminuire il dolore (esattamente come chiunque si irrigidisce quando sa che prenderà un colpo). Questo porta ad un aumento costante della tensione dei muscoli cervicali. Il cane presto impara ad irrigidire il collo (riconoscendo le sensazioni sonore e tattili) fin dell’inizio dello strangolamento quindi rendendo quasi del tutto inefficace il tentativo di punire il cane attraverso la stretta del collare.
E’ comune sentire dire: il mio cane tira nonostante il collare a strozzo! Certo, perché il cane ha imparato la cosa più semplice: prepararsi al dolore irrigidendo la muscolatura. E’ una reazione cognitiva involontaria, la imparerebbe anche un pollo.
Per il cane la strattonata e lo strangolamento diventano solo un prezzo da pagare per fare un giro all’aria aperta, qualcosa di inevitabile, non qualcosa da evitare.
Con lo “strozzo” si tenta di insegnare al cane cosa NON fare, senza però fare nessuno sforzo per indicare al 4 zampe quello che realmente vogliamo da lui: una passeggiata tranquilla, in cui l’umano decide il percorso, la sua velocità e le sue fermate in armonia con le esigenze del cane. Insegnare al cane a passeggiare con un collare a strozzo è come dare indicazioni stradali partendo da tutte le strade da NON prendere e le svolte da NON fare…non è certo il modo più chiaro di spiegarsi…
Con il collare a strangolo, il peloso rimane sotto stress per le punizioni ricevute: aumentando la reattività a stimoli ansiogeni. Quindi si rischia di accrescere fobie ed aggressività… e di conseguenza anche la possibilità che il cane tiri molto di più al guinzaglio (per andarsi ad azzuffare con un altro quattro zampe o per fuggire da qualcosa che ritiene pericoloso)!
Poi c’è un ultima cosa che il nostro peloso impara quando si inizia ad usare un collare a strozzo: il suo padrone, per qualche oscura ragione, si è trasformato da persona empatica ed affettuosa …in una persona con inspiegabili picchi di violenza dittatoriale… ma quel collare… non sarà mica sotto un incantesimo di magia nera? Per mantenere il potere punitivo dello strangolo, le strattonate diventano sfortunatamente sempre più forti. Non c’è amore tra cane e padrone, è un rapporto di dominio ed intimidazione. Volete che il vostro cane vi ami? O che sia terrorizzato da voi?
Spero di avervi convinto… qualsiasi sia la taglia del vostro cane, con il collare a strozzo non andrete lontano… se non trainati dal vostro miglior amico!!!

Davide Mazzei (uno che usava il collare a strozzo, prima di capire come si addestrano i cani)

LA VITA VA PRESA DI PETTORINA!

Quando pensiamo ad un cane, sopratutto ad un cane di taglia grande, siamo abituati a pensarlo con il collare: COLLARE = CANE, mentre la pettorina viene più facilmente associata al cucciolo… ma perché?
Probabilmente perchè il cucciolo è più delicato e non vogliamo costringerlo subito al collare, e inoltre perchè la pettorina non si sfila, mentre con il collare può capitare.
Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, capiamo che in realtà questo non ha molto senso: perchè creare una costrizione al nostro beniamino solo perchè ormai è grande? Ora che è grande possiamo accettare il rischio di perderlo?
Queste due ragioni sarebbero già sufficienti a farci riflettere sull’uso di una pettorina ma in realtà c’è molto di più!
Il collare costringe il collo del cane e, se questo tira, preme sulla trachea e sull’esofago portandolo ad un “soffocamento” e provocando seri danni alla salute dell’animale che vanno dalla semplice tracheite alla lesione di nervi e della colonna vertebrale.
Un cane che indossa una pettorina è più rilassato, facilitato nei movimenti e nella comunicazione con noi ed i nostri simili; non sarà stressato dalla scomodità e dalla costrizione e pertanto tirerà molto meno al guinzaglio.
Tuttavia, dal momento che non è tutto oro quel che luccica, non tutte le pettorine fanno al caso nostro: ci sono svariati modelli, e tocca a noi scegliere quello più adatto alle nostre esigenze e a quelle del nostro amico a quattro zampe.
Qui sotto vi presenterò alcuni modelli per facilitare la vostra scelta:
Il modello più idoneo a garantire comfort e sicurezza è quello della pettorina svedese, anche detta ad “H”, che si aggancia a metà schiena e permette al cane la massima flessibilità nei movimenti.
Non sfrega sotto le ascelle ed è quindi ideale anche per chi ha la pelle delicata e, per di più, è molto difficile da sfilare e quindi adatta anche per i cagnolini con le zampette corte come i bassotti.

Ottima anche la pettorina norvegese: morbida, comoda, leggerissima e ad impatto 0 sull’apparato muscolo scheletrico del cane; è ottima se avete un cane alto, ma non è adatta alle zampe corte che impennandosi riescono a sfilarla!

Fortemente sconsigliata invece la pettorina scapolare; agganciandosi sulle scapole dell’animale, quando il cane tira il guinzaglio (e con questa pettorina tende a tirare di più) avvicina le scapole e così facendo il gancio sfrega e rovina la schiena del cane.

Il problema del “tirare al guinzaglio” è molto comune ed è uno dei comportamenti che più stressano ed infastidiscono i proprietari, perchè trasforma una piacevole passeggiata in una palestra forzata, se non in un vero sacrificio. Questo “vizietto” è diffuso soprattutto tra i giovani ed i giovanissimi, pieni d’energia da scaricare: una pettorina fantastica che aiuta il proprietario a frenare il cane è l’easy walk, pettorina d’addestramento molto diffusa negli States e poco conosciuta in Italia.
L’easy-walk aggancia il cane sullo sterno e lo frena, costringendolo (quando tira) a girarsi verso il conduttore. E’ una pettorina molto utile, non dannosa se usata nel modo corretto (da non usare nei cuccioli e nei cani d’età inferiore agli 8/9 mesi, e, per maggior sicurezza, sotto consiglio di un istruttore cinofilo che via aiuterà ad insegnare al vostro amico come passeggiare tranquillamente!).

Finisco con due parole sul collare a strozzo
Assolutamente da evitare perchè procura serissimi danni alla salute dei cani, in particolar modo dei più giovani.
Alcuni tra i danni accertati negli studi compiuti in proposito sono:
- lesioni ai vasi sanguinei dell’occhio
- danni a trachea e ad esofago
- gravi danni alla colonna cervicale
- svenimenti
- paralisi temporanea delle zampe anteriori
- paralisi del nervo laringeo
- atassia degli arti posteriori
… E con questi piccoli accorgimenti, BUONA PASSEGGIATA A TUTTI!

Veronica Giuliani

GIOCANDO S’IMPARA.

SEDUTO: Il seduto è la prima cosa che può essere insegnata al nostro amico a 4 zampe; è praticamente la base dell’educazione, un comando semplice e veloce che ci garantisce un primo grado di controllo sul cane.
Preparate dei bocconcini prelibati che userete come premio e un giochino che piace particolarmente al vostro amico. Non è un esercizio difficile, ma è meglio avere un pò di tempo a disposizione ed una buona dose di calma.
Posizionatevi di fronte al cane, nella mano destra tenete il bocconcino (mentre l’altro braccio rimane dietro la schiena in modo che sia il più neutro possibile), avvicinate il bocconcino al nasone in modo da fargli percepire che prelibatezza avete per le mani e quando il sensore radar /naso sarà attivo e seguirà il premio, fate scivolare la mano dal naso verso la fronte del cane, portandola praticamente sopra i suoi occhi: vedrete che dapprima cercherà di indietreggiare, ma poi per riuscire a guardare meglio dove va la vostra mano TAC! si siederà e voi subito gli direte “BRAVO!” (rinforzo positivo) e gli infilerete in bocca il PREMIO (altro rinforzo positivo). Premiate il cane solo quando ha il sederone e le zampe anteriori ben piantate a terra; non mezze misure in cui il cane è seduto ma si sta alzando: questo, MAI, altrimenti collegherà il premio ad una posizione sbagliata!
Quando ad azione compiuta avete premiato il cane, fate qualche passo indietro, preparate un altro boccone ed invitatelo a ripetere l’esercizio per max 4 volte, dopodiché tirate fuori il giochino e fate divertire un pò il vostro amico, che dev’essere ricompensato per l’impegno.
Se lui capirà e collegherà che le vostre “richieste” sono legate a piacevoli “coccole” (delizioso cibo e giochi insieme), ogni volta che gli chiederete di collaborare in qualcosa sarà assai stimolato ad eseguire i vostri comandi e super desideroso di lavorare con voi!
L’esercizio del seduto va eseguito dapprima nel completo silenzio, come se fosse una ginnastica: voi spostate la mano dei “regali” e lui si siede, come un vero allenamento. Solo quando la dinamica avrà un certo automatismo, allora potrete usare il comando a voce “SEDUTO” o “SIEDI” (o quello che preferite purché sia sempre la stessa parola). Pronunciate il comando nel momento stesso in cui il cane sta piegando le zampe posteriori per raggiungere la posizione: scandite bene la parola e usate un tono allegro e giocoso, evitando toni aggressivi o troppo secchi che infastidirebbero chiunque, incentivandolo inoltre a mollarvi lì con le vostre assurde pretese. L’obiettivo è sempre COLLABORAZIONE!
Ripetete l’esercizio tutti i giorni per 4 volte al giorno in due periodi (es. mattina e sera). Gradatamente, quando il meccanismo sarà del tutto fluido anche con la parola, iniziate ad alternare il bocconcino con un semplice bravo, in modo da consolidare il comportamento del cane anche in assenza del premio: deve diventare una sorta di lotteria “lo faccio perché POTREI vincere”!
A questo proposito è molto importante ricordare che ogni tanto il cane DEVE essere premiato, altrimenti lo demotiverete del tutto e non farà più nulla…
Buona lezione e mi raccomando non arrabbiatevi mai: piuttosto lasciate perdere e riprendete il giorno dopo!

Veronica Giuliani

CANI E BAMBINI.

Il legame che unisce un cane al suo piccolo amico a due zampe è qualcosa di unico, di speciale…
Chi fra di voi ha goduto nell’infanzia della compagnia di un amico peloso sa di cosa sto parlando perché quell’amicizia, probabilmente la più sincera con cui avete avuto a che fare, è vivida nei vostri ricordi.
Cani e bambini hanno molti tratti in comune: la voglia di giocare, la curiosità, lo spirito d’avventura, il bisogno di amare e di essere amati.
Il primo cane è per noi tutti indimenticabile, quasi fosse un eroe. E’ il primo contatto con un altro mondo: un mondo che i bambini nella loro innocenza e spontaneità spesso capiscono più dei grandi. Un mondo fatto di giochi, sincerità, lealtà, momenti belli e brutti condivisi sempre insieme; un mondo di sentimenti sinceri lontani dai pregiudizi e dall’ipocrisia dei grandi.
Probabilmente i numerosi punti di contatto fra cani e bambini sono dati proprio dalle numerose caratteristiche neoteniche, proprie dei nostri amici 4 zampe: ovvero la permanenza nel soggetto adulto di caratteri più o meno infantili quali ad esempio una spiccata curiosità, la voglia di giocare, l’incapacità di portare rancore.
Proprio come un cane ha sempre voglia di capire cosa gli sta intorno (letteralmente di ficcare il naso dappertutto), un bambino ha voglia di sapere tutto, stordendo i genitori con i suoi mille “perché”, ed ecco quindi come la neofilia si collochi tra i tratti neotenici che accomunano le due specie: indice di vivacità ed attività mentale.
I cani rimangono allo stato di “cuccioloni” per gran parte della loro vita, ed è per questo motivo che spesso sono grandi compagni di gioco per i bambini: sempre pronti a collaborare, a correre dietro ad una pallina, ad un frisbee o a partire in esplorazione di un territorio con il loro piccolo amico bipede (attenzione: ricordiamo che i giochi devono avvenire sempre nel rispetto dell’animale, sotto la super visione di un adulto ed il cane deve essere sempre un animale socializzato ed educato).
La relazione che si sviluppa tra un cane ed il suo bambino è molto particolare, probabilmente un mix di amore, devozione ed istinto di protezione che andrei a racchiudere di nuovo semplicemente in AMORE. La complicità che s’instaura tra cani e bambini è forte di un legame emozionale puro, spesso più vivo di quello che lega un cane ad un adulto, probabilmente per la relazione paritaria che si instaura tra i due all’interno del branco famiglia, spuria di ogni concetto di gerarchia, rango e sottomissione. La capacità d’amore ed il bisogno di essere amati è propria dei bambini come dei cani: è il presupposto per crescere e svilupparsi in maniera sana ed equilibrata. La presenza di un cane in famiglia aiuta i bambini a crescere in modo responsabile (come affermano anche i nostri amici di BAU BOYS), a sviluppare rispetto, sensibilità e capacità sociali; dove gli animali sono considerati alla stregua di membri della famiglia, si registra addirittura una maggior tolleranza verso le differenze presenti tra gli individui umani.
Un cane si rivela quindi un prezioso compagno di giochi, un discreto confidente, una fonte inesauribile d’affetto e di coccole, ma non è un giocattolo.

Difficilmente un bambino dirà mai “non voglio un cane”, tuttavia i primi a doversi chiedere se sono pronti ad accogliere un nuovo membro in famiglia devono essere i genitori che avranno “un figlio in più” di cui occuparsi, che richiederà tempo, cure ed attenzioni: non ci si potrà aspettare che siano i bambini ad occuparsi del cane (per quanto questi l’abbiano promesso), ma si dovrà essere consapevoli di dover dare il buon esempio e di insegnare ai bambini come rapportarsi e come gestire il loro piccolo grande amico.
Un bambino che cresce con i cani imparerà a relazionarsi con loro e a leggere i loro comportamenti evitando situazioni e atteggiamenti pericolosi. Non è un caso che
la stragrande maggioranza dei bambini oggetto di cronaca in cui si denunciano aggressioni o morsicature da parte di cani, siano bambini cresciuti con la paura se non con il terrore degli animali e che pertanto adottano comportamenti che per l’animale sono sinonimo di minaccia, che lo spaventano fino a provocarne una reazione violenta o che attivano il suo senso predatorio.

Concludo dicendo che il momento giusto per offrire al bambino la meravigliosa esperienza di avere un compagno a quattro zampe può essere indicativamente intorno agli otto anni del bambino, quando questi è abbastanza grande per capire e relazionarsi con il nuovo amico.
Buona giornata a tutti,

Veronica Giuliani

LET’S FALL IN LOVE.

A prima vista, dopo qualche giorno, alla prima carezza: quando nasce l’amore fra cane e padrone? In realtà non esiste una vera risposta; è un momento soggettivo, solitamente sono i cani, nella loro innocenza, ad essere i più disponibili ad instaurare un rapporto con noi e quindi il punto è: quando noi “umani” apriamo il cuore a quelle palle pelose? Alcuni raccontano “È lui che ha scelto me”, altri riferiscono che “odiavano i cani, ma poi è capitato lui e…”, e così ci si ritrova con la vita stravolta dal quattro zampe: la sua foto nel cellulare, i peli sul divano, i biscottini nelle tasche e la macchina station wagon!
Pur decidendo di adottare un animale con l’obiettivo di scambiarsi affetto, non è così scontato il momento in cui sorgerà il legame di attaccamento, che può essere immediato o può richiedere anche qualche mese; giusto il tempo di studiarsi e capirsi. Tuttavia, di solito lo ricordiamo come una fotografia, il falsh di un momento: quello in cui incontriamo gli occhi del nostro amico e tutto ci è chiaro: siamo una coppia! Ci ritroviamo a passeggiare con lui, a condividere gioie e dolori, a presentargli la nostra fidanzata sperando che gli piaccia, a cucinare un pò di più perché dobbiamo condividere tutto, e se qualcuno ci dice “È solo un animale”. Guai. Lui non è “solo un animale”: è un membro della famiglia, l’amico più leale che abbiamo mai avuto.
Qual è l’età ideale per condividere la propria vita con un cane? Non esiste un’età giusta: quanti ricordano con le lacrime agli occhi il compagno di giochi della loro infanzia? E quanti ruvidi uomini in carriera si sciolgono davanti allo sguardo del loro cane? E dimentichiamo le schiere di vecchietti che passeggiano al parco con i loro cagnetti viziandoli con ogni tipo di leccornia (cosa che risulta evidente osservando la silhouette stile dirigibile di questi cagnolini)? Ma possiamo dire che qualcuna di queste coppie sia sbagliata? NO. L’amore può arrivare a qualsiasi età. Il rapporto con un cane si può instaurare in tutte le fasi della nostra vita, così come della sua, e sfatiamo il mito che un cucciolo si affeziona di più di un cane adulto; semplicemente i cuccioli cercano affetto, coccole e protezione, gli adolescenti vogliono giocare, gli adulti cercano un compagno di viaggio. È come una promessa: “Ci prenderemo cura l’uno dell’altro, reciprocamente, finché morte non ci separi”. È un momento magico, pochi secondi che riempiono il sorriso del padrone che lo racconta, parlando dell’incontro con il suo cane. Quella stessa promessa che feci io stessa alla mia palla di pelo gialla quando era ancora una “pallina” tremolante, sotto la mia scrivania, terrorizzato da tutto e da tutti: “tranquillo piccolo, io e te saremo insieme per sempre. IO e TE”.

Così migliaia d’anni fa, in un bosco, un cucciolo d’uomo incontrò un cucciolo di lupo, giocarono insieme, ed il piccolo uomo portò il suo nuovo amico all’accampamento umano: scoccò la scintilla. Da quella sera i due divennero inseparabili e la mamma del bambino vide, esterefatta, il figlio dormire accanto ad un lupo, crescere ed andare a caccia con lui.
Come una cosa sola, uniti per sempre. L’uomo ed il lupo, uno al fianco dell’altro, nel gioco, nella guardia, nella vita…

Veronica Giuliani

Andate a leggere cosa pensano anche i nostri amici di Bau Boys!

I CANI NON SMETTONO DI AMARE.

Il Regno Unito è commosso dalla meravigliosa storia d’amore di Lily, sei anni, e Maddison, sette anni, finiti nel canile Dogs trust di Shrewsbury nel momento in cui i loro proprietari non furono più in grado di accudirle. Fin qui sembrerebbe una storia come tante, ma quello che colpisce di queste due meravigliose “bestione” è che la povera Lily è cieca dalla tenera età di 18 mesi, in cui per un’orribile malattia le furono asportati gli occhi. Da quel momento in poi i suoi occhi furono Maddison; Lily appoggia il suo musone sul dorso di Maddison per farsi guidare nel buio e proteggere da ogni pericolo: un vero amore di cui non tutti saremmo capaci. Ma tranquilli, per Lily e Maddison, inseparabili, sono pervenute centinaia di richieste di adozioni e presto saranno accolte al sicuro in una nuova famiglia, con una casa spaziosa e tanto amore!
Di questa storia quello che vi stupirà è senz’altro la capacità di Maddison di percepire il deficit fisico di Lily, e la prontezza di quest’ultima di cogliere l’aiuto offertole dalla compagna…un “cane-guida” di un altro cane… sensazionale vero? Ed invece no: tra cani neppure questo è eccezionale. La grande sensibilità che li caratterizza, l’empatia che provano per ogni essere vivente (di cui potete trovare innumerevoli prove nel web), consente loro questi grandi gesti d’amore e tanto altro. Chi ha più cani probabilmente si può rendere conto del solido legame che si stabilisce fra questi, quanto siano indispensabili gli uni per gli altri e quanto interagiscano fin nelle più piccole cose, nei minimi dettagli. Ogni gesto è finalizzato alla sopravvivenza del branco, alla solidità e al benessere del gruppo.
Un’altra storia eccezionale, analoga a quella di Lily e Maddy, è quella di Bonnie e Clyde, due Border Collie della Gran Bretagna, nello specifico nel Norfolk, ritrovati lungo una strada provinciale dopo che probabilmente avevano vagato a lungo nelle campagne sotto la pioggia. I volontari del canile inizialmente fecero fatica a spiegarsi il motivo per cui uno seguisse sempre l’altro… solo dopo arrivò la scoperta della cecità di Clyde, dovuta ad una terribile malattia degenerativa. Cherie Cootes, una delle responsabili del canile Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, che ha accolto i due cani, così riferisce in un’intervista alla BBC:” Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo”.
Un’altra storia da citare potrebbe essere quella di Shelly e Tommy, due Labrador neri di Memphis, Tennesee. Ritroviamo anche qui cane guida e cane cieco: Shelly affetta da una malattia degenerativa della retina sta perdendo rapidamente la vista, quando i suoi proprietari decidono di adottare in canile un altro cane proprio per aiutarla nel duro cammino che l’aspetta.
Gail e Charles Silverstein, compagni umani di Shelly, raccontano che fu proprio ques’ultima a scegliere Tommy in canile, e arrivati a casa Tommy si distese accanto a Shelly ed iniziò subito a leccarle gli occhi: “cosa aveva percepito il suo naso super sensibile?”
Mai lo sapremo ma il gesto è sicuramente indicativo… lei salva lui da un freddo destino in gabbia, lui dona a lei una nuova vita e dei nuovi occhi.
Nel giro di un anno Shelly diventò completamente cieca e da quel giorno Tommy la porta a spasso e lei segue solo lui con le stesse modalità di sempre: appoggia il muso sulla sua schiena e si fa guidare.
Ci sarebbero altre centinaia di queste storie, ma la morale? Per noi umani questo è eccezionale, per i cani no.
Perché i cani non smettono di amare, MAI.

Veronica Giuliani